Sant’Eufemia d’Aspromonte, Violi non ha più la maggioranza: la crisi politica che viene da lontano
Le dimissioni dell’ex vicesindaco Carlo Violani hanno aperto una nuova fase della crisi dell’amministrazione Violi, già indebolita dalle defezioni degli anni scorsi. La Giunta è stata riorganizzata, ma in Consiglio i numeri non ci sono più e le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco
La Giunta c’è, la maggioranza no. È questa, in estrema sintesi, la situazione politica che si è determinata a Sant’Eufemia d’Aspromonte, dove l’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Violi si trova ad affrontare il passaggio più delicato dalla sua elezione, avvenuta nel novembre del 2022.
A far precipitare un equilibrio già fragile sono state le dimissioni di Carlo Violani dalla carica di vicesindaco e il venir meno del sostegno sul quale si reggeva la maggioranza consiliare. Una crisi alla quale Violi ha risposto riorganizzando l’esecutivo: il 25 agosto Gemma Foti è stata nominata nuova vicesindaca e Rosalba Cutrì è entrata in Giunta, accanto agli assessori confermati Teresa Borrello e Valerio Rositano. Il rimpasto ha consentito all’esecutivo di continuare a funzionare, ma non ha modificato il dato politico più importante: oggi l’amministrazione non dispone più di una maggioranza stabile in Consiglio comunale.
Una crisi iniziata molto prima delle dimissioni di Violani
Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna tornare all’inizio della consiliatura. Violi aveva vinto le elezioni del 2022 con la lista Il Paese che vogliamo, partendo da una maggioranza ampia.
I primi problemi erano però emersi dopo pochi mesi. Nel marzo del 2023 Caterina Martino, allora assessore al Bilancio, aveva lasciato l’incarico. Successivamente anche Domenico Gentilomo aveva preso le distanze dalla maggioranza, andando a modificare gli equilibri usciti dalle urne.
La fragilità era diventata evidente alla fine dello stesso anno. Nel Consiglio comunale del 29 dicembre 2023 la presenza in aula era risultata divisa in due blocchi da sei consiglieri ciascuno, maggioranza e opposizione. Il governo cittadino era riuscito a proseguire contando sul sindaco e su un margine ridotto al minimo, tanto che già allora alcune sedute consiliari erano diventate terreno di scontro sui numeri prima ancora che sui provvedimenti.
Da allora l’amministrazione è andata avanti in una condizione di equilibrio precario. Le dimissioni di Violani, formalizzate ad agosto, hanno fatto venir meno anche quella tenuta.
Il rimpasto e la nuova Giunta
Il primo effetto visibile della crisi è stato il riassetto dell’esecutivo. A Gemma Foti, 24 anni e già componente della Giunta, è stato affidato il ruolo di vicesindaca. Contestualmente Rosalba Cutrì è tornata nell’esecutivo come assessora, mentre sono stati confermati Teresa Borrello e Valerio Rositano.
Una soluzione che garantisce la continuità amministrativa, ma che non basta a ricostruire automaticamente una maggioranza politica. La partita, infatti, non si gioca soltanto in Giunta ma soprattutto in Consiglio comunale, dove passano gli atti di competenza dell’assemblea e dove ogni votazione può ora diventare decisiva.
Sul tavolo ci sono anche diversi interventi e opere già avviate, alcune legate a finanziamenti pubblici e al Pnrr. È proprio sulla possibilità di portare a termine questi procedimenti che nelle ultime settimane si è concentrato uno dei principali motivi di tensione tra amministrazione e opposizioni.
Le opposizioni chiedono di chiudere la consiliatura
Nelle ultime ore lo scontro politico si è ulteriormente irrigidito. I capigruppo Giuseppe Polimeni e Caterina Martino hanno chiesto al sindaco di prendere atto della perdita della maggioranza e di rassegnare le dimissioni. Si parla, ma ancora nulla è stato definito, della possibilità di un consiglio comunale straordinario che possa portare alla verifica del numero in aula e così ad una conseguente sfiducia.
Secondo le opposizioni, la crisi attuale non può essere considerata un episodio isolato, ma rappresenta l'esito di un processo iniziato già nei primi mesi della consiliatura e proseguito con il progressivo allontanamento di componenti eletti nella coalizione di governo. Contestata anche l'ipotesi che un'eventuale conclusione anticipata del mandato comporterebbe necessariamente lo stop alle opere e ai finanziamenti già in corso.
Al momento, tuttavia, il Consiglio comunale non è stato sciolto e l'amministrazione resta in carica. È questo il punto dal quale riparte la vicenda politica eufemiese.
Dopo quasi quattro anni di mandato, Violi si trova ora a governare senza quella maggioranza consiliare sulla quale aveva costruito la propria esperienza amministrativa. Saranno i prossimi passaggi in aula a dire se esistano ancora margini per proseguire oppure se la crisi aperta con l'uscita di Violani sia destinata a chiudere anticipatamente la consiliatura.