Santo Stefano in Aspromonte, tra opere, servizi e rilancio di Gambarie le elezioni diventano un referendum sul sindaco Malara
Dai servizi essenziali alla sanità di prossimità, fino agli investimenti su turismo e viabilità: sei anni di amministrazione al centro del giudizio degli elettori chiamati a raggiungere il quorum
A Santo Stefano in Aspromonte la competizione elettorale per le prossime Amministrative sarà una corsa in solitaria. Francesco Malara, sindaco uscente, è l’unico candidato in campo con la lista “Risorsa Comune”, e il passaggio alle urne assume i contorni di un referendum sull’attività amministrativa del mandato che si sta per concludere: un giudizio diretto su quanto fatto.
Il punto di partenza è un bilancio che l’amministrazione rivendica come consistente, sia in termini economici che di interventi realizzati. Nero su bianco nella relazione di fine mandato si parla infatti di oltre 15 milioni di euro di finanziamenti ottenuti, tra opere completate, cantieri avviati e progettazioni in corso, rappresentano il dato più immediato. Una mole di risorse che ha inciso su diversi ambiti, a partire dai servizi essenziali, tradizionalmente il banco di prova più concreto per i piccoli centri.
Tra gli elementi più evidenti viene indicata la stabilizzazione dell’erogazione idrica, considerata una discontinuità rispetto agli anni precedenti. A questo si affianca l’avvio della raccolta differenziata, accompagnata dalla nascita di una società in house, la Multiservizi, pensata per gestire direttamente alcune attività comunali e migliorare l’efficienza complessiva. Nello stesso solco si inseriscono il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’efficientamento energetico e l’estensione dei servizi anche in aree prima meno servite.
Accanto ai servizi di base, una parte significativa dell’azione amministrativa si è concentrata sulla sanità di prossimità. Il poliambulatorio con sette specializzazioni, il centro prelievi attivo, la presenza della farmacia e la riapertura della guardia medica turistica a Gambarie delineano un sistema che prova a ridurre le distanze dai presidi sanitari principali. Durante la pandemia, l’organizzazione di screening, distribuzione di dispositivi e campagne vaccinali locali ha rappresentato uno dei passaggi più delicati della gestione amministrativa.
Il tema della qualità della vita si intreccia anche con il lavoro e la formazione. Nei sei anni sono stati attivati corsi professionali, tra cui quelli per operatori socio-sanitari, esperienze di servizio civile che hanno coinvolto decine di giovani e percorsi di stabilizzazione del personale precario. Interventi che non risolvono in modo strutturale il nodo occupazionale, ma che provano a costruire opportunità in un contesto complesso.
Parallelamente, il paese ha cambiato volto. La riqualificazione urbana è uno degli aspetti più visibili: strade ripavimentate con mattonelle, recupero di fontane storiche, interventi di arredo urbano e la realizzazione di opere artistiche diffuse che hanno trasformato alcuni angoli del centro in un museo a cielo aperto. A questi si aggiungono operazioni più strutturali, come la rimozione dell’eternit da edifici pubblici e la costruzione del primo asilo nido nella storia del comune, elemento che incide direttamente sui servizi alle famiglie.
Importante anche il capitolo legato al patrimonio comunale. Il recupero dell’auditorium ex Sala del Carmine, la riqualificazione di immobili confiscati, la trasformazione dell’ex Lucianum in struttura ricettiva per anziani e i progetti sul rifugio Nardello e sulle casette di Cucullaro delineano una strategia che punta a rendere produttivi spazi rimasti per anni inutilizzati. In prospettiva si inserisce anche la progettazione di un’area industriale-artigianale, pensata per attrarre nuove attività economiche.
Sul piano infrastrutturale, la viabilità rappresenta uno degli snodi principali. Il miglioramento delle strade interne e interpoderali si affianca all’impatto della Gallico–Gambarie, che ha ridotto i tempi di collegamento con Reggio Calabria a circa quindici minuti, modificando in parte l’accessibilità del territorio. Restano aperte, tuttavia, alcune partite legate al completamento delle opere e alla realizzazione di ulteriori collegamenti strategici.
È però sul turismo che l’amministrazione ha costruito uno degli assi più ambiziosi. Gambarie diventa il fulcro di una strategia orientata alla destagionalizzazione e alla valorizzazione ambientale. Impianti sportivi, aree naturalistiche attrezzate e percorsi tematici si affiancano a iniziative di promozione che hanno portato il territorio anche all’attenzione di trasmissioni nazionali. La Faggeta del Benessere, riconosciuta come stazione di terapia forestale, il Fantabosco con centinaia di migliaia di visitatori e i nuovi spazi dedicati al turismo lento rappresentano i simboli di questo percorso.
A sostenere l’attrattività contribuisce anche un calendario di eventi che negli anni si è consolidato: sagre, manifestazioni sportive, concerti e appuntamenti culturali che hanno cercato di ampliare il pubblico e distribuire le presenze lungo tutto l’arco dell’anno.
Resta, sullo sfondo, il tema dello sviluppo economico. La capacità di trasformare gli investimenti in occupazione stabile e di attrarre imprese rimane una sfida aperta, così come quella di consolidare i risultati raggiunti in termini di servizi e qualità urbana.
È da qui che si riparte: da un paese che negli ultimi anni ha provato a ridefinire servizi, spazi e vocazione, intervenendo su ciò che incide nella quotidianità e su ciò che costruisce prospettiva. Un percorso che ha prodotto risultati visibili, tra opere, servizi rafforzati e un’immagine diversa del territorio, ma che resta ancora in evoluzione. Perché la trasformazione avviata chiede continuità, capacità di consolidare quanto fatto e di tradurlo, nel tempo, in sviluppo stabile.