Sarracino a Reggio rilancia il centrosinistra: «Dal Sud può nascere l’alternativa a Meloni»
Il responsabile nazionale Pd per il Mezzogiorno attacca il Governo su autonomia differenziata, sanità e tagli ai fondi: «Reggio è la città più importante del Sud chiamata al voto». Con lui Battaglia, Bonforte, Panetta, Malara e Ielo.
«Il Sud deve tornare centrale nell’agenda politica nazionale». È questo il messaggio lanciato dall’onorevole Marco Sarracino durante l’iniziativa promossa dal Partito Democratico nella Saletta Dopolavoro Ferroviario di Reggio Calabria, alla presenza dei candidati al Consiglio comunale Marcantonino Malara e Irene Ielo.
All’incontro hanno preso parte anche la segretaria cittadina del Pd Valeria Bonforte, il segretario metropolitano Giuseppe Panetta e il candidato sindaco del centrosinistra Mimmo Battaglia.
Nel suo intervento, Sarracino ha definito Reggio Calabria «la città più importante del Mezzogiorno chiamata al voto in questa tornata elettorale», inserendo la sfida amministrativa reggina dentro una dimensione nazionale. Un passaggio politico chiaro, rivolto direttamente agli elettori e alla contrapposizione con il centrodestra.
«Ci raccontano che bisogna votare il centrodestra per completare la filiera istituzionale con Regione e Governo – ha dichiarato –. Noi diciamo ai reggini l’esatto contrario: fra un anno Giorgia Meloni non sarà più presidente del Consiglio; quindi votate il centrosinistra per costruire da qui l’alternativa e completare una filiera istituzionale che difenda davvero il Sud».
Il parlamentare democratico ha poi rivendicato il lavoro del Pd sui temi legati al Mezzogiorno: «Abbiamo trasformato la difesa del Sud in un elemento identitario del nostro partito, perché senza il Mezzogiorno non riparte l’Italia».
Nel mirino di Sarracino le scelte del Governo guidato da Giorgia Meloni. Il dirigente nazionale del Pd ha parlato di «tradimento del Mezzogiorno», citando la cancellazione del reddito di cittadinanza, il doppio voto contrario al salario minimo, i tagli alla decontribuzione Sud e al fondo perequativo infrastrutturale. Misure che, secondo l’esponente democratico, rappresentano «un colpo durissimo ai territori meridionali».
Particolarmente duro anche il passaggio dedicato alla sanità calabrese e all’autonomia differenziata. «La Calabria vive una situazione sanitaria drammatica – ha affermato – e mentre si tagliano risorse alla sanità pubblica si continua a spingere verso modelli che aumentano le disuguaglianze territoriali. L’autonomia differenziata rischia di spaccare definitivamente il Paese, penalizzando ancora una volta il Sud e i cittadini calabresi».