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08/05/2026 ore 15.31
Politica

Scappatura: «Dal Pd solo due pesi e due misure. Cannizzaro parla alla città»

Il coordinatore regionale di Alternativa Popolare: «Loro, nervosi, contano i manifesti degli altri»

di Redazione

«Fa sorridere vedere i Giovani Democratici trasformarsi improvvisamente in ‘paladini della legalità’ sulle affissioni elettorali, quando in queste settimane tutta la città ha visto cartelloni e manifesti di candidati della sinistra affissi in luoghi palesemente abusivi». È quanto dichiara Lorenzo Scappatura, Coordinatore Regionale di Alternativa Popolare Giovani Calabria.

«Basta fare un giro per Reggio Calabria per rendersi conto che anche esponenti del Partito Democratico, tra cui Franco Barreca e altri candidati collegati all’area progressista, hanno affisso materiale elettorale in spazi irregolari e fuori dagli stalli consentiti. Una situazione denunciata persino da diversi media locali. Eppure, improvvisamente, il problema diventerebbe solo Francesco Cannizzaro. Il solito schema della sinistra: due pesi e due misure».

Secondo Scappatura, dietro gli attacchi dei Giovani Democratici ci sarebbe soprattutto «un forte nervosismo politico». «La verità è che la straordinaria partecipazione vista a Piazza De Nava continua a generare invidia e gelosia. Li ha completamente destabilizzati. E questo nervosismo ormai è evidente in ogni loro comunicato. Invece di parlare di programmi, giovani, lavoro o sviluppo della città, passano le giornate a cercare polemiche artificiali».

«Fa ancora più impressione - continua – vedere ragazzi giovani perdere così presto il senso della misura, del controllo e perfino della ragione politica. Se già i giovani del Partito Democratico reagiscono con questo livello di aggressività e contraddizione, immaginiamoci chi ha governato questa città negli ultimi dodici anni».

Scappatura attacca poi il «doppiopesismo morale» del centrosinistra reggino: «Sono gli stessi che parlavano continuamente di regolamenti, norme interne e moralità pubblica. Gli stessi che avevano approvato un rigidissimo Codice Etico e che poi, quando le vicende giudiziarie hanno riguardato i loro uomini e i loro amministratori, hanno fatto finta di nulla, rimanendo incollati alle poltrone senza dimettersi».

«Ancora una volta – conclude Lorenzo Scappatura – emerge tutta l’ipocrisia di una sinistra che pretende regole solo per gli altri e giustificazioni per sé stessa. Noi continueremo a parlare di futuro, di contenuti e di rinascita della città. Loro continuino pure a vivere di polemiche e rosicamento politico. Reggio Calabria ha già scelto da che parte vuole andare».