Scuola chiusa a Cannitello, la sindaca Caminiti attacca l’opposizione: «Responsabili dello stato attuale, basta strumentalizzazioni sui bambini»
Mentre questa mattina genitori e cittadini si sono ritrovati davanti alla scuola media di Cannitello per un sit-in di protesta contro la chiusura dell’edificio scolastico, la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, ha affidato a un video diffuso sui social il suo intervento pubblico, rivendicando la scelta dell’ordinanza e denunciando quelle che ha definito «strumentalizzazioni sulla pelle dei bambini».
«Abbiamo parlato tantissimo in questi giorni di quali sono le reali condizioni della scuola media di Cannitello. Ora forse è il momento di dire basta: basta strumentalizzazione nei confronti dei bambini, basta strumentalizzazioni di mamme e di famiglie», ha esordito la Caminiti, ribadendo che l’unico obiettivo dell’amministrazione comunale è «garantire in sicurezza la frequentazione del plesso».
La sindaca ha ricostruito le fasi che hanno portato all’ordinanza. «Abbiamo effettuato dei lavori tampone, sapevamo e sapevate che erano soltanto dei lavori tampone. Sicuramente le sei ore con 20 mm di pioggia di ieri non hanno aiutato la tenuta, ma non dei lavori: di un tetto che davvero fa acqua da tutte le parti». A seguito del sopralluogo effettuato nel primo pomeriggio di ieri, dopo le intense piogge del mattino, sono stati riscontrati nuovi punti di infiltrazione. Da qui la decisione. «Ho chiamato i vigili del fuoco per un intervento, avendo conferma della necessità di inibire l’utilizzo di alcune aule e di mettere in sicurezza i corridoi. Una scuola i cui corridoi non possono essere attraversati in sicurezza dai nostri figli, non poteva che essere chiusa».
L’ordinanza resterà in vigore fino al 16 aprile, con un monitoraggio costante delle condizioni strutturali e meteorologiche, anche perché «Sono previste – ha detto – condizioni atmosferiche avverse almeno fino al 9 o 10 aprile».
La prima cittadina ha poi puntato il dito contro le opposizioni. «Nelle stesse ore in cui si convocava la protesta, alcuni consiglieri comunali protocollavano una richiesta di documentazione che, se presa alla lettera, rischia di mettere la parola fine alla scuola di Cannitello, impedendone la riapertura definitiva». La richiesta, ha spiegato, porta la firma del capogruppo Marco Santoro, ex assessore all’edilizia scolastica, e coinvolge altri cinque consiglieri che secondo la sindaca «portano una responsabilità politica diretta sullo stato attuale della scuola».
«Noi chiederemo agli uffici tutte le carte – ha detto – relative ai lavori già fatti, agli affidamenti, agli impegni di spesa e liquidazione. L’intervento sul tetto da 1600 metri quadrati avrebbe dovuto mettere in sicurezza la struttura. Ma la scuola oggi fa ancora acqua da tutte le parti». E ancora: «Una scuola che doveva essere riconsegnata dopo lavori da un milione e duecentomila euro. Chi oggi si pone dalla parte dei genitori dovrebbe, con onestà intellettuale, spiegare perché ci troviamo in queste condizioni».
La sindaca ha rivendicato anche il lavoro portato avanti su altri plessi. «Saremo giudicati per aver avviato e completato in 36 mesi il cantiere della nuova scuola di Pezzo, chiusa da 10 anni. Siamo partiti da zero, con un finanziamento ereditato ma senza progettazione né aggiudicazione».
«Non siamo in campagna elettorale – ha concluso – e chi pensa di farla sulla pelle delle famiglie si confronterà duramente in Consiglio comunale. Abbiamo già chiesto alla presidente Caterina Trecroci di inserire all’ordine del giorno della prossima seduta di aprile un punto dedicato all’edilizia scolastica». Giusy Caminiti ha poi chiamato in causa l’assessore Albino Rizzuto, lanciando pubblicamente una serie di domande sul suo operato passato, da progettista gratuito a presidente del Consiglio d’istituto, fino a oggi, nel ruolo di assessore all’edilizia scolastica.
Infine, l’appello della prima cittadina villese rivolto direttamente alle famiglie. «Siamo sempre disponibili 24 ore su 24. Qualunque dubbio, anche il pregiudizio, portatelo a Palazzo San Giovanni. Noi ci siamo sempre stati, e continueremo a esserci».