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20/10/2026 ore 17.08
Politica

Scuola di Cannitello inagibile e abbandonata al degrado: la minoranza «svela una struttura lasciata a se stessa»

Dopo il sopralluogo, i consiglieri segnalano condizioni di disordine e manutenzione carente e chiedono verifiche, interventi e un cronoprogramma

di Redazione

Il plesso scolastico di Cannitello è chiuso da oltre un anno e gli alunni sono stati trasferiti in altri edifici, con disagi per le famiglie e per l’organizzazione scolastica. Per conoscere direttamente lo stato dei locali, i consiglieri comunali di minoranza hanno richiesto e svolto un sopralluogo nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII.

«Le condizioni riscontrate richiedono attenzione e risposte puntuali», dichiarano i consiglieri del Gruppo di Forza Italia Marco Santoro, Filippo Lucisano, Daniele Siclari, Stefania Calderone e Domenico De Marco. «La scuola è un presidio educativo e sociale per Cannitello: anche durante la chiusura, l’edificio deve essere custodito e mantenuto, e la comunità ha diritto di conoscere quali siano le prospettive per il suo recupero».

Nel corso della visita i consiglieri hanno rilevato, negli ambienti interni, intonaci ammalorati e segni di infiltrazioni, oltre ad arredi, scatole, condizionatori non collegati e altri materiali lasciati nei locali. Nei corridoi erano presenti calcinacci, frammenti di vetro, fogli e materiali di scarto; sono state inoltre osservate scritte sulle pareti e pannelli divisori di cartone. Si tratta di rilievi effettuati durante il sopralluogo, che chiedono agli uffici competenti di verificare e valutare sotto il profilo tecnico.

Anche le aree esterne richiedono attenzione: nei pressi dell’ingresso erano collocati cassonetti e bidoni per la raccolta differenziata, mentre nel cortile sono stati osservati vegetazione incolta, armadi metallici e strutture dismesse. I consiglieri chiedono che siano accertate le condizioni dei locali e delle pertinenze e che vengano adottate le misure necessarie per la custodia dell’immobile, la rimozione dei materiali non più utilizzabili e il ripristino del decoro, tutelando gli arredi e l’eventuale documentazione presente.

Le richieste sono state formalizzate nell’interrogazione presentata al Comune il 1° ottobre. I consiglieri chiedono all’Amministrazione di riferire sulle attività svolte dalla chiusura a oggi, sugli eventuali sopralluoghi e sui relativi esiti, nonché sulla disponibilità di una relazione tecnica che individui le condizioni dell’edificio, gli interventi necessari, i costi e i tempi. Chiedono inoltre di conoscere lo stato amministrativo del plesso, le eventuali certificazioni e gli adeguamenti necessari per una riapertura in sicurezza, gli interventi già progettati o finanziati e le risorse comunali o regionali e nazionali attivate.

«Servono un quadro chiaro delle decisioni assunte e un cronoprogramma realistico», proseguono i consiglieri. «Se il recupero della struttura è possibile, l’Amministrazione indichi quali lavori occorrono, con quali risorse e in quali tempi. Se invece non fosse praticabile, spieghi le ragioni e renda note le alternative valutate. Nel frattempo, occorre informare con regolarità il Consiglio comunale, la scuola, le famiglie e la cittadinanza sulle soluzioni organizzative adottate».

Durante il sopralluogo i consiglieri hanno trovato ancora nel corridoio lo striscione “La scuola è autentico laboratorio di democrazia”. «Un messaggio che richiama il valore della scuola e che deve tradursi in cura concreta del plesso e in risposte sul suo futuro», concludono.