Scuola, l’allarme dell’UGL sui tagli in Manovra: «Così si indebolisce il sistema educativo»
Il Segretario Nazionale Ornella Cuzzupi contesta la riduzione di quasi 7.000 posti tra docenti e personale ATA prevista dal disegno di legge di Bilancio: «La scuola non è un comparto da cui recuperare risorse»
I tagli agli organici del personale scolastico previsti dal nuovo disegno di legge di Bilancio finiscono al centro di una dura contestazione sindacale. A sollevare il caso è Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale dell'UGL Istruzione, che definisce le misure inserite nella manovra economica come una scelta del tutto «incongruente con quanto invece, realisticamente, serve alla scuola».
Il piano di riduzioni, destinato a partire dall'anno scolastico 2027/2028, prevede una contrazione complessiva di 6.974 posti all'interno degli istituti italiani. Nel dettaglio, l'organico dell'autonomia dei docenti vedrà un taglio di 4.925 unità, mentre saranno 2.049 i posti in meno per il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario).
«Non siamo di fronte a una questione solo numerica – spiega Cuzzupi – ma a una scelta che investe direttamente il funzionamento delle scuole». Secondo il sindacato, la diminuzione dei professori colpirà al cuore l'offerta formativa, riducendo drasticamente le attività di recupero, i laboratori, i progetti di potenziamento e i percorsi didattici personalizzati. Sul fronte ATA, invece, la sforbiciata rischia di paralizzare la gestione quotidiana e la sicurezza degli istituti, sovraccaricando un personale già gravato da pesanti adempimenti amministrativi. Le conseguenze peggiori, avverte l'UGL, ricadranno sulle aree geografiche più complesse e con maggiori fragilità strutturali.
La critica si sposta poi sul piano politico e della visione strategica. Per l'UGL Istruzione, la scuola non può più essere considerata un bacino da cui attingere risorse a scapito della qualità del servizio, trattandosi invece di un presidio sociale e culturale indispensabile per il futuro dei giovani. La richiesta è quella di un'inversione di tendenza che punti su investimenti mirati e su un confronto stabile con i lavoratori del settore.
L'auspicio del sindacato è che l'imminente iter parlamentare della manovra finanziaria possa aprire una seria riflessione per correggere la rotta. «Non si costruisce il futuro della scuola e quindi del Paese – conclude il Segretario Nazionale – sottraendo le risorse umane di cui ha bisogno».