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08/04/2026 ore 16.00
Politica

«Situazione insostenibile», il canile della discordia di Sant'Ilario arriva in parlamento: presentata un'interrogazione

Due deputati del Movimento 5 Stelle chiedono lumi al Ministero della Salute dopo le segnalazioni di diversi volontari

di Ilario Balì

Da circa 7 anni il canile Dog Center di Sant'Ilario dello Ionio, nella Locride è stato oggetto di vicende giudiziarie e di cronaca relative alle condizioni in cui versavano gli oltre 400 cani custoditi nella struttura; numerose associazioni che hanno visitato il canile lo hanno definito un vero e proprio «lager», a causa del sovraffollamento, «delle pessime condizioni igienico-sanitarie e delle gravi carenze nella gestione dei rifiuti e nell'assistenza veterinaria». A seguito di circa un anno di indagini da parte della procura della Repubblica, nel 2020 la struttura è stata sottoposta a sequestro giudiziario.

Il tribunale di Locri ha condannato in primo grado il gestore della struttura a 5 anni e 4 mesi di reclusione, unitamente ad altri soggetti, tra cui il responsabile sanitario, per i reati di maltrattamento e abbandono di animali nonché per gestione illecita del canile. La Corte d'appello ha successivamente assolto il gestore, ritenendo che le condotte contestate non fossero riconducibili a dolo o colpa, ma a oggettive difficoltà economiche della struttura, determinate in particolare dall'inadempienza di diversi comuni nel pagamento delle rette dovute.

Per questo motivo due deputati del Movimento 5 Stelle, Alessandro Caramiello e Antonio Ferrara, hanno interrogato sulla questione il Ministero della Salute per chiedere lumi sulla vicenda. A parere degli interroganti «il gestore era pienamente consapevole delle persistenti difficoltà economiche e dell'inadempienza degli enti locali, ma ha nondimeno continuato per anni a detenere centinaia di animali in condizioni di accertata sofferenza, omettendo di segnalare alle autorità competenti l'insostenibilità della situazione o di rinunciare alla gestione della struttura, ciò a evidente danno del benessere degli animali».

Al di là della verità giuridica in merito alle responsabilità personali, tuttavia per i deputati pentastellati «La situazione emergenziale dei cani coinvolti permane; grazie all'intervento di volontari, il canile risulta oggi gestito in condizioni nettamente migliori, a dimostrazione del fatto che una gestione dignitosa della struttura era possibile e che le precedenti condizioni di abbandono erano evitabili. Quanto accaduto evidenzia una criticità sistemica nella vigilanza e nel controllo delle strutture di custodia degli animali e la necessità di rafforzare gli strumenti normativi di tutela del benessere animale».

Caramiello e Ferrara chiedono dunque «se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti, e se non ritenga necessario chiarire, anche mediante iniziative normative, che la detenzione e gestione di animali comporta una posizione di garanzia non derogabile, tale da rendere rilevante l'omessa segnalazione o l'omessa cessazione della gestione nei casi in cui il gestore non sia più in grado di assicurare condizioni minime di benessere animale; se non intenda promuovere iniziative normative volte a introdurre obblighi espliciti di segnalazione alle autorità competenti e di cessazione o trasferimento della gestione a carico dei gestori di strutture di custodia animale che versino in stato di insolvenza; se non ritenga opportuno adottare misure volte a rafforzare il sistema di vigilanza e controllo sui canili e sulle strutture di custodia degli animali sull'intero territorio nazionale, al fine di prevenire il ripetersi di situazioni analoghe; se non intenda assumere iniziative di competenza, anche normative, al fine di promuovere forme di riconoscimento e sostegno dell'attività dei volontari che, come nel caso in esame, suppliscono con encomiabile impegno alle carenze gestionali delle strutture, garantendo standard minimi di benessere animale».