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29/06/2026 ore 17.00
Politica

«Spoke o accorpamento al GOM», il Consiglio comunale di Melito rilancia sul futuro del Tiberio Evoli

L'assise cittadina approva all'unanimità il documento che punta a rafforzare il presidio melitese e chiama a raccolta i Comuni dell'Area Grecanica per sostenere la proposta

di Silvio Cacciatore

Dopo settimane di polemiche sul futuro della sanità nell’Area Grecanica, alimentate dal trasferimento degli ambulatori dell’ex Inam alla nuova Casa della Comunità di Roghudi e dall’imminente apertura dell’Ospedale di Comunità di Bova Marina, il Consiglio comunale di Melito Porto Salvo prova a spostare il baricentro del confronto. Non più il destino di un singolo servizio, ma una proposta complessiva per il rilancio dell’ospedale “Tiberio Evoli”, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale e destinata ora ad essere sottoposta alla Regione Calabria e all’Azienda sanitaria provinciale.

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Il documento individua una strategia precisa: chiedere in via prioritaria il riconoscimento del Tiberio Evoli quale ospedale Spoke e, in alternativa, l’accorpamento funzionale e gestionale al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Una linea che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, punta a rafforzare stabilmente il presidio melitese e, più in generale, l’intera rete sanitaria dell’Area Grecanica.

«La salute non ha colore politico», ha affermato il sindaco Tito Nastasi durante il suo intervento in aula. «Il mandato ricevuto dal Consiglio Comunale traccia una strategia a doppio binario non trattabile. Reclamiamo in via prioritaria alla Regione Calabria lo status di Ospedale Spoke per il presidio Tiberio Evoli, equiparandolo finalmente a Locri e Polistena per garantire piante organiche stabili e arrestare la fuga per curarsi. In subordine, deliberiamo l’immediato accorpamento funzionale e gestionale del nosocomio al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, un’operazione a costo zero che permetterebbe la rotazione delle équipe mediche, salvando i reparti dalla cannibalizzazione e decongestionando l’Hub di Reggio».

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Per il primo cittadino, il voto unanime rappresenta un segnale preciso. «Le sorti dell’ospedale e la qualità dei servizi sanitari sul territorio sono la priorità assoluta di questa amministrazione e dell'intero Consiglio. Non accetteremo ulteriori passi indietro: il Tiberio Evoli deve tornare a essere un punto di riferimento sicuro e accessibile per tutta la comunità».

Durante il suo intervento, il sindaco Nastasi lega la delibera alle polemiche che nelle ultime settimane hanno accompagnato la riorganizzazione della sanità territoriale. «Non siamo più disposti ad assistere passivamente allo smembramento assistenziale attuato dall’ASP, che con lo svuotamento dell’ex Inam e il trasferimento della Medicina Legale costringe anziani e malati cronici a odissee logistiche di molti chilometri in totale assenza di trasporti pubblici». Un passaggio accompagnato dal richiamo alla mobilitazione popolare: «La nostra azione istituzionale è blindata da una forza popolare di proporzioni storiche: in pochi giorni sono state raccolte oltre 7.000 firme di cittadini dell’Area Grecanica. Una marea umana che impone alla politica di uscire dall’anonimato e di mettere fine, una volta per tutte, a ogni sterile e distruttiva lotta tra poveri o a logiche di campanile».

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La proposta del Comune guarda però anche oltre i confini di Melito Porto Salvo. «Questo provvedimento attiva ufficialmente l’articolo 117 della Costituzione e l’articolo 39 dello Statuto della Regione Calabria per l’iniziativa legislativa degli Enti locali. Da questo momento si apre una sfida istituzionale e morale rivolta a tutti i colleghi sindaci dell’Area Grecanica». L’obiettivo è trasformare la delibera in una proposta di legge regionale, ma «è necessaria l’adozione dello stesso testo da parte di almeno altri due Comuni della vallata». Da qui l’appello affinché «ogni Consiglio comunale possa deliberare per gli interessi generali del territorio».

Nastasi non risparmia poi una riflessione sul momento politico. «In questa fase il silenzio per non disturbare gli equilibri legati alle imminenti elezioni metropolitane del 19 luglio rappresenta solo un pretesto per perdere altro tempo oltre a quello che in questi anni si è già perso».

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Il sindaco riferisce inoltre di avere coinvolto anche il sindaco della Città Metropolitana, dal quale avrebbe ricevuto «piena e incondizionata disponibilità a farsi carico insieme a tutti i sindaci del territorio di mettere al centro la questione del Tiberio Evoli ed in generale di tutta la sanità che ricade nel perimetro metropolitano di Reggio Calabria». Quindi la conclusione: «Noi andremo fino in fondo».

La delibera approvata dal Consiglio comunale rappresenta così il primo atto istituzionale con cui Melito Porto Salvo prova a trasformare le recenti polemiche sulla riorganizzazione della sanità territoriale in una proposta organica per il futuro del Tiberio Evoli e, più in generale, dell’intera sanità dell’Area Grecanica.