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29/11/2025 ore 06.30
Politica

Sportelli linguistici, Metrocity rettifica: reintegrati Bova e Condofuri

Inviata oggi la nota di parziale rettifica alla determina che istituisce gli sportelli linguistici del progetto "La lingua greco-calabra: un balcone sul futuro" per l’annualità 2024. Fuori Bagaladi e Brancaleone e dentro Bova e Condofuri, inizialmente esclusi. Tutto chiarito, ma la vicenda apre il dibattito

di Silvio Nocera

Assegnazione degli sportelli linguistici, arriva la rettifica. Con una comunicazione indirizzata al rappresentante del Circolo Culturale Apodiafazi, ai sindaci dei tre Comuni di Bova, Bagaladi, Brancaleone e alla commissaria di quello di Condofuri, il Dott. Massimo Severino, RUP del procedimento legato al progetto "La lingua greco-calabra: un balcone sul futuro" relativo alla 24^ annualità della Legge 482/99 e dei servizi aggiuntivi necessari per la sua realizzazione, ha comunicato un cambio di sedi. Bova e Condofuri sostituiranno Bagaladi e Brancaleone come sedi degli sportelli linguisti periferici.

La marcia indietro è quindi ufficiale e arriva all’indomani della presa di distanza dei sindaci dell’Area Grecanica dalla determinazione di Metrocity: i primi cittadini, sentitisi esautorati dai mai realizzati «tavoli di concertazione» citati nelle premesse di quell’atto, si erano accodati alla richiesta formale di rettifica della decisione inoltrata dal Comune di Bova.

La vicenda nasce dalle polemiche scatenate dalla determina 3474 con cui Metrocity istituiva per il 2025 quattro sportelli linguistici a Bagaladi, Brancaleone, Melito Porto Salvo e Reggio Calabria, finanziandoli a valere sulla legge 482/99 per la tutela delle minoranze linguistiche. In prima battuta erano stati esclusi, clamorosamente, Bova e Condofuri, due dei cinque comuni costituenti le isole ellenofone dello Jonio reggino.

Per Gianfranco Marino, vicesindaco di Bova, si chiude così un capitolo che aveva creato malcontento: «Prendiamo atto con soddisfazione di una rettifica che restituisce il giusto ordine delle cose e non certo per demerito dei Comuni esclusi, quanto invece in ossequio ad una logica che vede in Bova, come in Gallicianò, frazione di Condofuri, i centri più importanti e rappresentativi rispetto alle istanze di tutela e valorizzazione della cultura greco-calabra. La rettifica da merito all’amministrazione metropolitana di aver compreso quanto possa essere importante l’individuazione di un criterio oggettivo nella scelta delle sedi che ospitano gli sportelli».

Pur se formalmente chiarita, la vicenda lascia strascichi e apre un dibattito sulla gestione dei fondi e sulla fiducia tra territori e istituzioni. Sebbene la nota fosse indirizzata anche al Sindaco di Roccaforte del Greco, il Comune – così come Roghudi – non aveva presentato domanda di partecipazione, diversamente da Cardeto, Montebello Jonico, Bova, Melito Porto Salvo, Condofuri, Brancaleone, Staiti, Bagaladi, Samo e Reggio Calabria.

Pierpaolo Zavettieri, sindaco di Roghudi, chiarisce: «Non abbiamo partecipato al bando con Città Metropolitana, così come non lo abbiamo fatto lo scorso anno. Abbiamo preferito presentare un progetto autonomo, seguendo una linea diversa della 482 concordata presso il Co.re.mi.l. – Comitato Regionale Minoranze Linguistiche. Si tratta del terzo asse che sostiene attività di formazione linguistica. Lo scorso anno, insieme a Roccaforte e ad altri dieci Comuni, abbiamo attivato un progetto rivolto ai giovani grecofoni. Quest’anno si replica. Una scelta per evitare esclusioni derivanti da decisioni discrezionali non condivise né con i Comuni dell’Area Grecanica né con le associazioni. Sarebbe stato inaccettabile escludere Bova e Condofuri e prendo atto della rettifica».

Ancora più netto Domenico Penna: «Quest’anno Roccaforte ha consapevolmente scelto di non presentare domanda per gli sportelli linguistici periferici, dopo essere stata penalizzata. Il progetto prevedeva dieci sportelli, ma ne sono stati attivati otto: gli sportellisti scelsero sedi meno periferiche e a pagare furono Staiti e Roccaforte. Ci saremmo aspettati confronto sui nodi che portarono ad attività parzialmente riuscite, ma non è accaduto. Metrocity è stata ferma nel 2021, 2022, 2023. Nel 2024 la manifestazione di interesse non ha avuto esiti. Non so se la gestione ‘a regia’ dei fondi 482 sia la scelta migliore. Si è perso tempo, opportunità e finanziamenti. È il momento di aprire un dibattito serio: le lingue minoritarie possono essere sviluppo, identità ed economia».