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06/10/2026 ore 11.45
Politica

Suppletive, a Melito esplode lo scontro nel campo largo. Sinistra Italiana attacca il "modello Nastasi", la replica del sindaco: «unico interesse è il bene della città»

Il 25% di Frank Benedetto nel comune grecanico diventa terreno di scontro dopo il voto. Il partito punta il dito sulla composizione della maggioranza, il primo cittadino respinge ogni accusa: «Siamo un progetto civico. Politicamente ciascuno è libero di avere le proprie idee e la propria sensibilità»

di Silvio Cacciatore

Il risultato delle suppletive diventa terreno di scontro politico a Melito Porto Salvo. Frank Benedetto, candidato del campo largo, in città si è fermato al 25% con 600 voti, mentre Fabio Roscioli ha raccolto 1.834 preferenze, pari al 75%. Numeri dai quali Sinistra Italiana parte per riproporre una questione già sollevata in passato: la particolare composizione politica dell’amministrazione comunale guidata da Tito Nastasi.

È proprio sul collegamento tra i due piani che si sviluppa la polemica. Sinistra Italiana interpreta il risultato di Benedetto anche alla luce degli equilibri costruiti alle ultime Comunali e torna a contestare la presenza, nella maggioranza guidata da un sindaco del Pd, di numerosi esponenti politicamente riconducibili al centrodestra. Una lettura che Nastasi respinge, rivendicando invece la natura civica del progetto con il quale è stato eletto e ricostruendo le ragioni che portarono alla rottura del precedente tavolo progressista.

Sinistra Italiana parte dal risultato delle suppletive

Nel comunicato firmato da Tito Iaria, Sinistra Italiana parla di un vero e proprio «Caso Melito» e sostiene di aver «visto lungo e bene» quando decise di non partecipare alla costruzione dell’attuale progetto amministrativo, definito ancora oggi un «obbrobrio politico».

Il punto di partenza sono proprio le suppletive. «I dati a Melito sono impietosi: il centrosinistra si è fermato al 25% (600 voti), mentre la destra ha trionfato con il 75% (1834 voti)», scrive Iaria, sottolineando inoltre come «il solo candidato di Vannacci ha ottenuto 475 preferenze, arrivando a un’incollatura dall’intera coalizione di centrosinistra».

Su questi numeri SI innesta una propria lettura delle dinamiche politiche melitesi, tornando indietro fino alla formazione dell’attuale amministrazione. Iaria ricorda che Nastasi appartiene al Pd e contesta la presenza in Giunta e in Consiglio comunale di esponenti provenienti o appartenenti a forze del centrodestra. «L’Amministrazione Comunale attuale è retta da un Sindaco del PD e da cinque assessori, di cui ben quattro dichiaratamente di destra, Vicesindaco compresa», sostiene SI. Una situazione che, secondo Iaria, sarebbe ancora più evidente in Consiglio comunale, dove «su 16 consiglieri, 13 appartengono alla destra e solo 3 alla sinistra».

È da questa fotografia che Sinistra Italiana fa discendere la propria valutazione politica sul risultato delle suppletive. Iaria chiama in causa anche Giuseppe Falcomatà, Nicola Irto, Giovanni Muraca e Domenico Morabito, accusandoli di avere «immotivatamente distrutto l’avanzato tavolo progressista» che precedette le Comunali. Secondo SI, l’attuale amministrazione finirebbe così per fare «da volano alla destra, mentre il centrosinistra affonda e viene messo all’angolo».

Da qui la richiesta rivolta direttamente al Partito Democratico. Sinistra Italiana ritiene necessaria una «profonda, profondissima riflessione sull’opportunità di proseguire questa esperienza amministrativa» e si dichiara disponibile a un confronto con le forze progressiste per «ricercare percorsi alternativi, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche».

La replica di Nastasi: «Questa amministrazione nasce da un progetto civico»

Nastasi respinge la ricostruzione partendo dalla genesi stessa della sua amministrazione. «Questa Amministrazione Comunale è nata ed è stata eletta all’interno di un progetto civico aperto ed inclusivo verso tutti coloro che volevano impegnarsi per la città», afferma il sindaco, ricordando che la lista si presentò alle urne senza avversari e dovette confrontarsi esclusivamente con il raggiungimento del quorum.

Il primo cittadino torna quindi proprio sul passaggio indicato da Sinistra Italiana come origine dell’attuale situazione: la rottura del cosiddetto tavolo del centrosinistra. E ne fornisce una ricostruzione completamente diversa.

«Se quel tavolo è saltato, non è certo per volontà del sottoscritto o del Partito Democratico, ma per le pretese inaccettabili di piccoli partiti e movimenti che, pur dichiarandosi di sinistra, hanno tentato di imporre dinamiche del tutto irricevibili».

Nastasi entra anche nel dettaglio. Ricorda che il Pd aveva indicato come candidato sindaco l’allora segretario del circolo Enzo Russo e sostiene che AVS avesse posto il veto sulla presenza di componenti delle precedenti amministrazioni. «Questa è una delle tante fuorvianti richieste prodotte al cosiddetto tavolo», afferma.

Secondo il sindaco si sarebbe tentato così di «dettare agenda al Pd e perfino le scelte sulle scelte politiche che la futura amministrazione doveva eventualmente compiere». Una situazione che avrebbe portato il circolo democratico a rimandare al mittente quella che Nastasi definisce una «proposta indecente» e ad aprire successivamente il confronto alle realtà politiche e associative del territorio.

«Le appartenenze individuali non guidano l’amministrazione»

È su questo punto che Nastasi contesta anche la rappresentazione politica della sua maggioranza proposta da Sinistra Italiana. Il sindaco non nega le differenti provenienze e sensibilità, ma sostiene che queste non definiscano la natura dell’esperienza amministrativa.

«Questa amministrazione infatti è stata eletta sulla base di una lista civica e di un programma chiaro, condiviso e siglato. Per me e per la mia squadra è questo l’unico impegno che conta davvero». E ancora: «Politicamente e individualmente ciascuno è libero di avere le proprie idee e la propria sensibilità, ma sul piano amministrativo ciò che ci guida è l’interesse esclusivo verso la Città di Melito».

Il primo cittadino sposta quindi l’attenzione sul lavoro svolto e su quello ancora in corso, citando «la cura del territorio e dell’ambiente, la pulizia delle strade» e la realizzazione delle opere pubbliche. Poi la risposta più direttamente politica all’affondo di SI: «Le diatribe sterili e le nostalgie ideologiche non interessano al sottoscritto, non interessano alla maggioranza consiliare e, ne sono convinto, non interessano nemmeno alla stragrande maggioranza dei melitesi».

Resta dunque una lettura diametralmente opposta dello stesso quadro politico. Sinistra Italiana vede nel risultato delle suppletive un ulteriore elemento per mettere in discussione il percorso amministrativo costruito a Melito e chiede al Pd di interrogarsi sulla sua prosecuzione. Nastasi rifiuta invece di ricondurre l’esperienza comunale agli schieramenti nazionali e rivendica la scelta civica compiuta dopo il fallimento del tavolo progressista.

«Noi continuiamo a lavorare con dedizione per Melito di Porto Salvo - conclude il sindaco -. La politica del fare viene e verrà sempre prima delle polemiche».