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29/09/2026 ore 07.40
Politica

Suppletive a Reggio, il centrodestra rivendica la vittoria di Roscioli e rilancia il modello dell’unità verso le prossime sfide

Da Forza Italia alla Lega, passando per Fratelli d’Italia e Noi Moderati, le reazioni di Cirillo, Princi, Mattiani, Scarfò e Marcianò puntano su radicamento territoriale e filiera istituzionale. Minasi attacca Vannacci, mentre gli esponenti della coalizione guardano alla fase politica dopo il voto

di Silvio Cacciatore

La vittoria di Fabio Roscioli alle elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria apre la giornata delle reazioni nel centrodestra. Da Forza Italia alla Lega, passando per Fratelli d’Italia e Noi Moderati, il filo conduttore scelto dagli esponenti della coalizione è quello dell’unità e del radicamento territoriale, con una lettura politica che va oltre l’elezione del nuovo deputato e guarda già ai prossimi appuntamenti.

A sottolineare il valore complessivo del risultato è il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, che parla di una «netta affermazione» capace di premiare «il grande lavoro di squadra costruito dal centrodestra non soltanto nella città di Reggio Calabria, ma nell’intera provincia». Per Cirillo il voto conferma la forza di un progetto costruito attorno al lavoro del presidente della Regione Roberto Occhiuto, del sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro e degli amministratori locali. Un modello che, secondo il presidente dell’Assemblea calabrese, può diventare «un vero laboratorio del centrodestra anche a livello nazionale». A Roscioli affida adesso il compito di rafforzare «il ponte tra Reggio, la sua provincia e il Governo nazionale».

Sulla stessa linea l’europarlamentare di Forza Italia Giusi Princi, che considera il risultato una conferma della «solidità dell’intera coalizione di centrodestra» e dell’azione dei governi regionale e comunale. Princi concentra l’attenzione soprattutto sul voto nel capoluogo, interpretandolo come un riconoscimento all’amministrazione Cannizzaro e a «un approccio improntato al pragmatismo e alla prossimità». Il risultato, aggiunge, mostrerebbe inoltre una preferenza degli elettori per «un’area moderata e liberale», della quale individua in Roscioli un’espressione.

Forza Italia rivendica il proprio peso anche attraverso l’eurodeputato Marco Falcone. «Gli elettori hanno premiato l’unità della coalizione e, soprattutto, il lavoro portato avanti dalla nostra classe dirigente sul territorio», afferma, riconoscendo in particolare il ruolo di Occhiuto e Cannizzaro. Per Falcone il risultato conferma una linea precisa: «FI deve lavorare stando tra la gente e premiando il merito, con figure riconoscibili che poi danno seguito al buongoverno».

Dalla Lega arriva invece la lettura più direttamente politica del voto. La senatrice Tilde Minasi parla di un «trionfo del centrodestra unito» e sostiene che dalle urne sia arrivata una conferma della «maturità e della compattezza del centrodestra di governo». Poi l’affondo contro Roberto Vannacci, il cui risultato viene letto dalla parlamentare come una bocciatura delle divisioni interne: «Tradire non paga mai, la buona politica e il rispetto degli elettori sì». Secondo Minasi, il voto ottenuto dal candidato sostenuto da Vannacci dimostrerebbe l’irrilevanza elettorale delle spaccature rispetto alla forza della coalizione.

Anche il commissario provinciale della Lega Calabria e consigliere regionale Giuseppe Mattiani insiste sull’elemento della compattezza. «La vittoria di Fabio Roscioli è la vittoria di una squadra unita, che lavora insieme e bene da anni», afferma, attribuendo il risultato al lavoro svolto, alla «coerenza» e alla «credibilità» della coalizione. Mattiani parla di una vittoria ottenuta «con un grande margine» e affida al nuovo deputato il compito di portare a Roma le istanze del territorio e il modello di governo rivendicato dal centrodestra.

Il consigliere metropolitano Giampietro Scarfò allarga invece il ragionamento alla filiera istituzionale e alla leadership nazionale di Giorgia Meloni. Per Scarfò il risultato nasce da «una squadra che ha saputo presentarsi unita, compatta e determinata» e deve adesso trasformarsi in una nuova fase politica per Reggio e la provincia. L’obiettivo indicato è una collaborazione tra Comune, Città Metropolitana, Regione, Parlamento e Governo, con Cannizzaro alla guida della squadra che amministra gli enti comunale e metropolitano. «Adesso tocca a noi dimostrare, con i fatti, che la fiducia ricevuta è stata ben riposta».

Infine Michele Marcianò di Noi Moderati, che definisce Reggio Calabria un «laboratorio politico» da osservare anche in prospettiva dei prossimi appuntamenti nazionali. «Quando il centrodestra si presenta unito, radicato sul territorio e capace di parlare ai cittadini, può costruire risultati significativi», sostiene Marcianò, indicando come passaggio successivo il consolidamento del rapporto con l’elettorato e della presenza della coalizione sul territorio.

Cambiano dunque gli accenti, resta comune la lettura politica che il centrodestra consegna all’indomani delle suppletive: il successo di Roscioli viene rivendicato come il risultato di una coalizione rimasta compatta e di una filiera istituzionale che dalla Calabria arriva fino a Roma. Ed è proprio su questo schema che i partiti della maggioranza sembrano intenzionati a costruire la fase successiva al voto reggino.