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14/09/2026 ore 17.31
Politica

Suppletive, Frank Benedetto nella Grecanica per disegnare il futuro fra salute e diritti: «La missione impossibile oggi è diventata possibile»

Dalla sanità alle disuguaglianze, fino a scuola, giovani e servizi nelle aree interne: a Bova Marina il candidato del centrosinistra sceglie il confronto diretto con i cittadini e rilancia la sfida per il seggio alla Camera

di Silvio Cacciatore

Piazza Stazione, qualche stretta di mano, le persone davanti e un discorso che prende forma senza troppe liturgie. Frank Benedetto porta a Bova Marina la sua campagna elettorale per le suppletive della Camera e sceglie ancora una volta il contatto diretto. Più che il comizio, l’incontro. Più che parlare a una piazza, parlare con chi quella piazza la vive ogni giorno.
La tappa nell’Area Grecanica, organizzata dal circolo locale del Pd e dal segretario Francesco Orlando, diventa così l’occasione per mettere insieme politica e problemi concreti. Accanto a Frank Benedetto ci sono il vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Ranuccio, il segretario della Federazione metropolitana del Pd Giuseppe Panetta e il consigliere comunale reggino Peppe Marino.
«Sono abituato ad ascoltare e so bene che le persone attendono una risposta, un consiglio, un modo per andare avanti», dice Frank Benedetto. È da qui che prova a costruire il senso della propria candidatura: dal rapporto con le persone e da quella che inizialmente definisce una «missione impossibile», oggi diventata, nelle sue parole, una «missione possibile».
Molti i cittadini presenti accorsi ad ascoltarlo: nessun microfono o megafono, solo la viva voce ed un dialogo a tu per tu vecchia maniera. Tra i tanti, anche chi tradizionalmente a sinistra non vota, ma che vede rispecchiati nel medico reggino quei valori e quella passione che oggi difficilmente, dicono, si riscontra.
Il terreno sul quale il candidato insiste maggiormente è inevitabilmente quello della sanità. Frank Benedetto richiama l’esperienza della Cardiochirurgia del Gom di Reggio Calabria, nata superando difficoltà tecniche, carenze di personale e ritardi, per sostenere che anche problemi apparentemente irrisolvibili possano essere affrontati attraverso investimenti e programmazione. Il punto, adesso, è soprattutto ridurre i viaggi della speranza dei calabresi, intervenire sulle patologie che alimentano maggiormente la mobilità sanitaria e costruire centri capaci di offrire risposte sul territorio.
Poi ci sono liste d’attesa, Case di comunità, carenza di medici e infermieri e comuni rimasti senza medico di base. Questioni che, nell’Area Grecanica, assumono inevitabilmente un peso ancora maggiore. «Il bene primario del cittadino è la sanità, perché vuole garanzie», sottolinea Frank Benedetto, indicando nel rafforzamento dell’assistenza territoriale uno dei passaggi necessari anche per alleggerire la pressione sui pronto soccorso.
Il ragionamento sulla sanità si allarga così a quello delle disuguaglianze sociali e territoriali, che per Frank Benedetto diventano ancora più evidenti nei territori periferici e nelle aree interne. La distanza cresce tra chi può permettersi cure e servizi e chi deve fare i conti con liste d’attesa, trasporti insufficienti e presidi sempre più lontani. Una condizione che investe anche la scuola nell’Area Grecanica, dove dimensionamento scolastico, spopolamento e difficoltà negli spostamenti pesano sulle famiglie e sul futuro dei ragazzi. Per Frank Benedetto la risposta passa dal rafforzamento dei servizi pubblici, da scuole sicure e realmente accessibili e da investimenti capaci di restituire pari opportunità a chi sceglie di continuare a vivere in questi territori.
Ma Bova Marina offre a Frank Benedetto anche l’occasione per allargare il ragionamento. Parla dell’Area Grecanica come di un patrimonio da conservare e tutelare, della sua storia e della sua identità, ma soprattutto della necessità che questi territori non vengano dimenticati. E parla dei giovani che se ne vanno: chiedere loro di tornare, sostiene, serve a poco se prima non vengono create opportunità concrete per consentire quel ritorno.