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29/09/2026 ore 18.00
Politica

Suppletive, la tenuta della Locride non basta a Benedetto: Zito lancia il guanto di sfida al PD

Nonostante la sconfitta nel collegio, il candidato del centrosinistra è il più votato in alcuni centri della ionica. Ma dal sindaco di Roccella Jonica arriva il monito: «Da troppo tempo non facciamo i conti con quello che sbagliamo»

di Ilario Balì

L'esito delle ultime elezioni suppletive lascia in dote al centrosinistra un quadro a due facce: da un lato la sconfitta numerica sul piano complessivo del collegio, dall'altro una netta tenuta nelle storiche roccaforti della fascia ionica. A Siderno, feudo dell'amministrazione guidata dal sindaco Mariateresa Fragomeni, Frank Benedetto ha incassato un rotondo 64,68% dei consensi. Lo stesso trend si è registrato a Gioiosa Jonica, dove il lavoro del circolo territoriale ha spinto il candidato oltre il 50%, e a Roccella Jonica.

Tuttavia tra gli amministratori locali il clima è lontano dall'essere trionfale. Le vittorie nei singoli comuni non riescono a coprire l'amaro in bocca per il risultato generale e, soprattutto, non fermano i primi segnali di insofferenza e autocritica all'interno dello schieramento.

A dare voce all'insoddisfazione senza troppi giri di parole è stato proprio il sindaco di Roccella Jonica, Vittorio Zito. Con un post diretto diffuso sui propri canali social il primo cittadino ha fotografato la situazione con toni franchi e severi: «Forse al nostro Partito Democratico servono più consiglieri appassionati (e ce ne sono sul territorio, che aspettano solo di essere coinvolti) e meno consiglieri interessati. Benedetto si è speso con tutto il cuore e la sua forza, ma non è bastato. E c’è solo un modo per ripartire, se lo vogliamo: fare i conti con ciò che abbiamo sbagliato e che potevamo fare meglio. E da troppo tempo non lo facciamo».

Le parole del primo cittadino roccellese suonano come un chiaro avviso ai vertici del partito. Se da un lato il radicamento di alcuni sindaci ed amministratori locali garantisce ancora una buona tenuta del consenso nei singoli centri, dall'altro la mancanza di una strategia di ampio respiro finisce per vanificare gli sforzi dei candidati. La riflessione aperta da Zito rischia ora di innescare un dibattito interno non più rimandabile, obbligando la classe dirigente dei dem ad analizzare a fondo le cause dell’ennesima debacle elettorale.