Suppletive, Locri diventa un "caso": Frank Benedetto vince nella roccaforte del centrodestra
Il candidato del campo largo stacca Roscioli di otto punti. Per la maggioranza locale (e regionale) è la seconda battuta d'arresto consecutiva dopo il voto referendario
Senza trionfalismi, ma neanche senza nasconderlo. L'esito delle ultime elezioni suppletive della Camera lascia sul campo un dato politico dal forte valore simbolico: a Locri è Frank Benedetto a conquistare il primo posto. Sostenuto dalla coalizione di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista), il candidato del campo largo ha ottenuto 971 voti, pari al 48,24% delle preferenze.
Si tratta di un risultato d'impatto, poiché matura nel cuore di quello che viene storicamente considerato il feudo elettorale del centrodestra locale, rappresentato dagli assessori regionali Giovanni Calabrese (Fratelli d’Italia) ed Eulalia Micheli (Forza Italia), oltre che dal consigliere metropolitano Miki Maio e dalla maggioranza comunale guidata dal sindaco Giuseppe Fontana. Il candidato della coalizione di governo Fabio Roscioli, che proprio a Locri non più tardi di una settimana fa ha riempito il PalaCultura, si è fermato a 809 voti (40,19%), staccato di oltre otto punti percentuali. A completare il quadro dei risultati in città sono i dati relativi a Domenico Giannetta per Futuro Nazionale" (153 voti, 7,60%) e Francesco Toscano per "Democrazia Sovrana Popolare" (80 voti, 3,97%).
La vittoria di Benedetto a Locri certifica la seconda battuta d'arresto di fila per la classe dirigente locale di maggioranza, arrivata a breve distanza dal recente referendum sulla giustizia. Se l'esito complessivo del collegio risponde alle dinamiche territoriali più ampie, il dato di Locri apre inevitabilmente una riflessione interna al centrodestra. Il voto cittadino evidenzia come l'appoggio dei vertici regionali e metropolitani non sia bastato a blindare il consenso casalingo, segnalando una discontinuità che potrebbe rispecchiare qualcosa di più profondo a livello amministrativo e territoriale.
Per il centrosinistra si tratta di una spinta motivazionale importante, mentre per il centrodestra si impone la necessità di analizzare i dati e comprendere se il verdetto delle urne di Locri rappresenti un segnale d'allarme circoscritto o l'inizio di una fase di riassestamento degli equilibri politici locali.