Taglio degli alberi a Caulonia, la minoranza: «Le scuse non cancellano il danno»
Il gruppo di opposizione incalza l’amministrazione: «Se non c'era un'urgenza certificata, perché si è agito in questo modo?»
Nel Consiglio Comunale dello scorso 25 febbraio, di fronte alle richieste del gruppo di minoranza "Rinnoviamo Caulonia" e alla indignazione di numerosi cittadini, l'Amministrazione Comunale ha dovuto ammettere l’errore. Sono state così formulate pubbliche scuse per gli abbattimenti indiscriminati nella Villa "Angelo Frammartino" e per il taglio ingiustificato dei cipressi nel centro storico.
Per il gruppo di minoranza tuttavia «Le scuse non bastano a sanare la ferita. Sono tardive, giungono a danno ormai fatto, quando un patrimonio arboreo storico è già stato compromesso per sempre. Sono incomplete perché non sono state accompagnate da una vera assunzione di responsabilità politica, che in un Paese normale si tradurrebbe nelle dimissioni immediate dei due assessori delegati. Non risolvono il problema e rischiano di distogliere l'attenzione da un vuoto amministrativo grave e ingiustificabile, che è il vero cuore di questa triste vicenda».
Ad avviso della minoranza consiliare «L'Amministrazione ha fatto eseguire lavori sul nostro territorio senza incarichi ufficiali e senza un contratto scritto preventivo. Agli atti del Comune non risulta nessuna perizia o relazione tecnica che prescrivesse l'abbattimento o quelle potature cosi drastiche per ogni singolo albero. Le essenze arboree non sono state selezionate nè valutate strumentalmente. E questi documenti non ci sono e non potranno esserci, perchè le procedure di legge e la trasparenza non si possono sanare a posteriori».
La domanda che si pone la minoranza è questa: «Se non c'era un'urgenza certificata dagli strumenti, se non c'era una perizia tecnica preventiva, se non c'era una determina di affidamento e non c'era un contratto, perché l’amministrazione ha deciso di agire in questo modo? È una domanda che inquieta. E che attende ancora una risposta».