Tilde Minasi contro il manifesto del Movimento Equità Territoriale: «Sciocco e grave, alimenta odio e disinformazione»
La senatrice della Lega replica all'iniziativa social che ritrae i parlamentari meridionali del centrodestra dopo il voto sulle pre-intese: «Nessun fondo verrà sottratto al Sud. Siamo stati messi alla gogna».
«Un'iniziativa sciocca e grave che alimenta odio e disinformazione». Così la senatrice della Lega Tilde Minasi interviene sul manifesto diffuso sui social dal Movimento Equità Territoriale, che riporta le fotografie dei senatori meridionali del centrodestra accusandoli di aver votato a favore dell'autonomia differenziata «per sottrarre fondi al Sud e darli al Nord».
L'iniziativa, firmata dal movimento fondato da Pino Aprile, arriva dopo l'approvazione in Senato delle risoluzioni che impegnano il Governo a proseguire i negoziati con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria sulle pre-intese relative all'autonomia differenziata.
«Trovo di una gravità inaudita questa trovata – afferma Minasi – che diffonde non solo sciocca disinformazione, ma soprattutto odio nei nostri confronti. Mi sorprende che un professionista dello spessore di Pino Aprile possa averla sostenuta».
La parlamentare contesta innanzitutto il metodo adottato dal movimento. «Pubblicare le nostre fotografie una accanto all'altra, mettendoci dichiaratamente alla gogna, non ha alcun intento divulgativo, ma punta chiaramente a suscitare indignazione e rabbia nei nostri confronti. Ho già visto numerose condivisioni accompagnate da parole di odio e attacchi personali che superano ogni limite del confronto politico».
Minasi respinge poi nel merito le accuse contenute nel manifesto, definendo «assolutamente falso» che l'autonomia differenziata comporti uno spostamento di risorse dal Mezzogiorno alle regioni settentrionali.
«L'autonomia differenziata – sostiene – significa invece favorire lo sviluppo anche delle regioni del Sud, che potranno gestire le risorse a loro disposizione in modo più aderente alle proprie esigenze. Non ci saranno meno fondi, ma un utilizzo più efficace delle risorse, con una maggiore responsabilizzazione di chi amministra».
Per la senatrice, anche il messaggio secondo cui la riforma comporterebbe «meno ospedali, meno medici, meno lavoro e più emigrazione» è «menzognero e distorto» e avrebbe il solo effetto di «fomentare le masse e alimentare odio inutile».
Infine, Minasi respinge anche lo slogan riportato nel manifesto, secondo cui «la Lega comanda e gli altri eseguono». «La riforma nasce certamente su impulso della Lega – osserva – ma è pienamente condivisa dagli alleati di governo, che hanno compreso la portata di questo cambiamento anche per il Mezzogiorno».
La senatrice conclude rivendicando l'azione dell'esecutivo nei confronti del Sud. «Il Mezzogiorno non ha mai ricevuto l'attenzione che questo Governo e, in particolare, la Lega e il ministro Matteo Salvini gli stanno dedicando. Basti pensare agli investimenti sulle infrastrutture e sulle grandi opere che stanno cambiando il volto della Calabria. Come parlamentari del centrodestra continueremo a lavorare per sostenere la crescita dei nostri territori, respingendo al mittente queste accuse».