Tra piazze e opuscoli, Lamberti Pazzano Cannizzaro e Battaglia accompagnano Reggio al silenzio elettorale
Il candidato del Polo civico affida ad un opuscolo il giudizio degli elettori, mentre i suoi competitors scelgono la piazza per l’ultimo miglio prima del voto
Tra qualche ora scatterà il silenzio elettorale e la città prenderà una breve pausa di riflessione per decidere a chi affidare le sorti della città da lunedì prossimo. Si chiudono dunque in tre piazze diverse le campagne elettorali dei candidati sindaco Saverio Pazzano (La Strada), Francesco Cannizzaro (centrodestra) e Domenico Battaglia (centrosinistra), mentre Eduardo Lamberti Castronuovo ha deciso di proseguire sulla strada intrapresa sin dalla presentazione della propria candidatura e delle due liste (Polo Civico e Reggio Normale) a suo supporto, offrendo ai reggini un opuscolo che è una sorta di bilancio trasparente della propria vita professionale, civile e personale, mantenendo fede alla richiesta fatta all’elettorato: «giudicatemi per quello che ho fatto non per quello che potrò promettere».
Il suo è un viaggio lungo settantasei anni attraverso le tappe di una vita spesa per la legalità, la cultura e il riscatto della Calabria. Un opuscolo illustrato che non vuol essere un’autocelebrazione, ma un atto di verità: il bilancio di un uomo, un medico e un editore orgogliosamente reggino. Tra i successi della buona sanità con l'Istituto, la scommessa vinta dell'informazione libera con Rtv e le ferite di ingiustizie subite (su tutte il presunto inchino all’epoca in cui fu sindaco a San Procopio) e superate a testa alta. Un "curriculum vitae illustrato" che affida a immagini e rassegne stampa la storia di una vita intera «dedicata agli altri e alla difesa della verità». Diviso in tre momenti — gli affetti familiari, i successi pionieristici nella sanità calabrese e l'impegno per un'informazione libera — il testo è un flashback sincero che unisce vittorie e delusioni, offerto ai giovani come stimolo a non abbandonare la Calabria e a credere nel merito e nella legalità.
Pazzano chiude in piazza Camagna e rilancia: "Supereremo lo sbarramento e vinceremo"
Ha scelto Piazza Camagna Saverio Pazzano per il comizio di chiusura della sua campagna elettorale. Il candidato sindaco de La Strada ha incontrato i suoi a suon di musica e canzoni per una inedita e originale conclusione delle fatiche elettorali in vista del voto di domenica e lunedì. Con l’entusiasmo che lo contraddistingue, Pazzano si è rivolto alla cittadinanza presentando La Strada come spazio pubblico di ascolto e confronto, e anche di formazione politica.
«È stata una campagna divertente, piena di energia e di passione. Abbiamo incontrato tante persone nei quartieri, abbiamo sentito le lamentele, le critiche, ma soprattutto l’energia positiva di una città che vuole cambiare». Per il candidato sindaco il vero obiettivo resta quello di riportare i cittadini alla partecipazione: «Ci auguriamo che questo desiderio di cambiamento arrivi soprattutto da chi non vota da tanto tempo e ritrovi fiducia. Bisogna passare dalla rassegnazione alla fiducia e dal favore al diritto».
Pazzano ha poi tracciato il quadro della città incontrata durante la campagna elettorale. «Ho trovato una città ancora rassegnata, però più cosciente delle possibilità e delle criticità di Reggio. Una città che conosce La Strada e che ha apprezzato la posizione mantenuta in questi anni». Secondo il leader del movimento, il problema principale resta la distanza tra istituzioni e cittadini: «La macchina amministrativa si è molto allontanata dalla cittadinanza ed è proprio questa la nostra battaglia. C’è una città frustrata rispetto alle istanze e alle denunce spesso inascoltate. A questo dolore abbiamo dato voce».
Pazzano è fiducioso sull'esito delle urne. «Noi supereremo lo sbarramento e vinceremo. Dietro le apparenti orde di liste si agita una città che vuole cambiare e noi abbiamo parlato a quella città». Sul possibile ballottaggio, invece, Pazzano rinvia ogni decisione a un confronto pubblico: «Se dovesse esserci e non dovessi essere fra i due candidati, il 28 maggio faremo un’assemblea pubblica in piazza per decidere insieme quale sarà la collocazione della Strada».
Francesco Cannizzaro concede il bis a piazza De Nava e presenta «la rivoluzione dei primi 100 giorni»
Il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro concede il bis a piazza De Nava. Dal palco allestito nella stessa posizione dell’apertura della campagna elettorale il deputato e segretario regionale di Forza Italia appare visibilmente emozionato, ma più determinato che mai, e mette al centro del suo discorso il «fatto straordinario» avvenuto nelle ultime settimane: la metamorfosi di una città che, da smarrita e senza direzione, «ha riscoperto la voglia di sognare e di partecipare». Il racconto di Cannizzaro parte dagli incontri nei quartieri e nelle periferie, dove inizialmente l'accoglienza era segnata dalla diffidenza di chi si è sentito ignorato per oltre un decennio. Dedica una parte del suo discorso agli avversari, che «in difficoltà inseguivano la polemica», mentre la coalizione di centrodestra – ha detto - ha scelto di anticipare i tempi parlando esclusivamente di contenuti: «normalizzazione, servizi essenziali, ma anche una visione ambiziosa per il futuro». Un approccio che – racconta Cannizzaro - ha fatto breccia ben oltre i confini tradizionali del centrodestra, facendo intendere che il programma presentato sta intercettando tantissimi cittadini delusi dal centrosinistra. Cannizzaro ha quindi continuato a rivendicare con orgoglio le sue radici e la sua identità di uomo delle istituzioni e di credente, respingendo al mittente ogni tentativo di censurare il suo legame con le tradizioni locali. «Sono un cattolico cristiano e un credente assoluto. Non smetterò mai di evocare la nostra Patrona, la Madonna della Consolazione. Tra qualche ora, quando sarò il sindaco di questa città, chiederò ogni singolo giorno la Sua protezione e la Sua assistenza per guidare il nostro percorso e per stare vicini a ogni singola cittadina e cittadino di Reggio».
Poi il candidato del centrodestra declina, in caso di elezione, le priorità assolute per i primi cento giorni di mandato: la riorganizzazione immediata della macchina comunale per favorire quella “normalizzazione” di cui ha bisogno la città. «La nostra credibilità – ha concluso dal palco - si misurerà con i fatti e con i traguardi raggiunti», stringendo un patto ideale anche con chi di centrodestra non è. L'obiettivo dichiarato è dimostrare l'efficacia del nuovo modello amministrativo già nei primi cento giorni, per spingere l'intera cittadinanza a ritrovare l'orgoglio e il senso di appartenenza a Reggio Calabria.
«Un reggino per Reggio», Battaglia sceglie di tornare in Piazza Duomo
La stessa piazza scelta per dare il via alla corsa verso Palazzo San Giorgio è diventata anche il luogo della chiusura. Domenico Battaglia e la coalizione di centrosinistra hanno concluso la campagna elettorale in Piazza Duomo, tornando simbolicamente nel cuore della città dove, alcune settimane fa, era iniziato il percorso verso il voto amministrativo.
Dal palco, il candidato sindaco ha rilanciato i temi centrali della sua proposta politica, rivendicando il lavoro svolto negli anni di amministrazione e chiedendo continuità per il futuro della città. «Mi candido a sindaco come cittadino tra i cittadini. Abbiamo risanato il buco di bilancio che gravava sul Comune e mi presento a voi con l’esperienza di chi sa amministrare». Poi l’affondo agli avversari: «Altri non so cosa sappiano fare». Mimmetto Battaglia sul palco ha parlato di una Reggio «che oggi può guardare al futuro con la serenità di poter programmare dopo la sofferenza» e che deve «diventare un territorio competitivo per fare tornare i giovani», puntando su «un partenariato condiviso con imprese, università e corpi intermedi». Al centro anche cultura e sport, definiti «leve di competitività e attrazione di investimenti in grado di generare sviluppo».
Spazio anche alle infrastrutture e agli equilibri politici regionali. «Servono investimenti infrastrutturali e non il rifacimento di un aeroporto esistente da cui partono rotte verso mete di turismo sanitario». Battaglia prende di mira poi Occhiuto: «Reggio è tradita da un presidente che svende la Calabria abbandonando l’aula mentre si vota l’autonomia differenziata». Spazio poi all’appello alla mobilitazione del popolo del centrosinistra: «Non arretriamo di un millimetro. Combattiamo fino all’ultimo voto. Non possiamo permetterci cinque anni di sperpero». Fino alla chiusura identitaria affidata allo slogan della campagna: «Reggio ha bisogno di un Reggino. Un Reggino per Reggio».