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21/05/2026 ore 13.44
Politica

Tra urne e responsabilità, don Zampaglione richiama Montebello Jonico: «La politica è servizio, ascoltate la voce dei cittadini»

A pochi giorni dal voto amministrativo del 24 e 25 maggio, il parroco di Masella e Montebello lancia un appello ai candidati e agli elettori: «Noi cristiani non possiamo lavarci le mani».

di Redazione

A tre giorni dall’appuntamento con le urne che porterà all’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale di Montebello Jonico, arriva la riflessione di don Giovanni Zampaglione, voce spesso presente nel dibattito pubblico locale e in questi anni punto di riferimento per le istanze e le difficoltà della popolazione del territorio.

Il parroco di Masella e Montebello Jonico ha voluto richiamare il significato più profondo dell’impegno politico, riprendendo una celebre espressione di Giorgio La Pira: «Non si dica quella frase poco seria: la politica è una cosa brutta».

Per don Zampaglione, infatti, «l’impegno politico è un impegno che deve poter convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera e meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità». Un passaggio con cui il sacerdote sottolinea come la politica non possa essere vissuta con distacco o indifferenza: «Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani. Coinvolgersi nella politica è un obbligo per il cristiano».

Nel suo intervento, il parroco si rivolge direttamente ai futuri amministratori chiedendo di «ascoltare la voce dei cittadini» e di affrontare concretamente le problematiche quotidiane che interessano il territorio comunale. Dall’acqua alla raccolta dei rifiuti, dalla pulizia dei cimiteri fino alla manutenzione delle strade, don Zampaglione richiama l’attenzione sulle difficoltà che i residenti vivono ogni giorno.

«Fare il sindaco è una missione», afferma, evidenziando come il ruolo richieda «sacrificio» e la capacità di «dare il massimo per venire incontro alle problematiche della gente».

Un passaggio importante del suo messaggio riguarda anche i paesi interni e le aree più periferiche del comune, spesso percepite come dimenticate. «Un’amministrazione comunale deve prendere contezza dei problemi di tutto il territorio senza dimenticare i paesi interni», sottolinea il sacerdote, lanciando poi una provocazione: «Siamo figli di un Dio minore perché siamo dimenticati o figli che amano il proprio paese e lo vorrebbero diverso e migliore?».

In vista del voto del 24 e 25 maggio, don Zampaglione invita infine i cittadini «ad aprire gli occhi» ed esprimere «un voto libero per il bene della comunità», senza lasciarsi condizionare «da facili promesse o programmi che non verranno realizzati».

L’auspicio conclusivo è rivolto alla futura amministrazione comunale: «Se ci sarà collaborazione, il rimboccarsi le maniche, il lavoro fatto con passione allora un piccolo sogno e una piccola vittoria sarà realizzata».