Tridico a Reggio spinge Frank Benedetto: «Rappresenta per noi un nuovo modo di fare politica e stare tra la gente»
L’eurodeputato con i Cinquestelle, a sostegno del candidato del centrosinistra, sottolinea «l’unità» della coalizione e boccia «la destra becera di Vannacci e l’opportunismo di chi governa». Sul bollo auto...
«Da qui riparte il centrosinistra». Pasquale Tridico ne è certo, spinge sulle imminenti suppletive supportando il candidato Frank Benedetto e guarda con fiducia alle prossime politiche. Gli incontri, prima a Scilla e dopo a Reggio, servono a dare manforte alla campagna elettorale del medico reggino, ma è ovvio che a tenere banco sono i temi regionali e nazionali. A partire dall’abolizione del bollo auto che ha innescato una serie di polemiche sulla paternità dell’idea e sull’appellativo di “Cetto la qualunque”.
«Noi avevamo una bella idea strutturale, soprattutto in una regione in cui, come sapete bene, i trasporti non sono efficienti e quindi, prima ancora che pensare a ridurre il bollo per motivi legati all'energia, l'avevamo pensato proprio perché pesava sulle strade dei cittadini calabresi costretti a prendere l'auto. L'avevamo previsto sotto una soglia di 25.000 euro, fino a 250 euro di bollo. Ci hanno chiamato “Cetto la qualunque”, invece avevamo ragione, siamo contenti che ci copiano. Vedrete che tra un po' si inventeranno anche gli operatori culturali per ogni regione, gli operatori ambientali, quelli che poi in gergo per disprezzare chiamano forestali, mah insomma, sono sulla buona strada, ma non ce la faranno. Questa volta loro hanno la grande divisione che di solito, onestamente in passato c'è stato a sinistra, ma noi in Calabria abbiamo un campo compatto».
Tridico insiste sulla questione della ritrovata unità tra autocritica e recriminazioni. «L'elezione regionale dell'anno scorso certamente non l'abbiamo vinta, ma per la prima volta abbiamo fatto grandi risultati. Venticinque giorni di campagna elettorale, e se avessimo avuto forse qualche settimana in più probabilmente avremmo avuto le contraddizioni della destra, perché la destra in Calabria si divide sui posti, sui sottosegretari, sugli assessori... sono tutti arrabbiati per questo Roscioli, che è venuto da fuori e che non lo conosce nessuno. Così come anche Vannacci che si è inventato un democristiano a destra, ovvero Giannetta, che per motivi di poltrone non si sono riusciti ad accomodare tra loro e si sono divisi».
Tridico insomma si dice ottimista e rilancia la candidatura di Frank Benedetto: «è quella di una persona della città che è amata, rispettata, stimata qui a Reggio Calabria esattamente per ciò che ha fatto per Reggio in un campo che sappiamo tutti in Calabria essere un anello debole, un problema delicato, ovvero la sanità».
Tridico insomma boccia quella che definisce «destra becera» di Vannacci e «l’opportunismo della destra che governa la Calabria», promuovendo Frank Benedetto: «con lui rappresentiamo un altro modo di fare politica, innanzitutto un modo di stare fra la gente. Nasce nella società civile, nel perimetro sociale di Reggio Calabria in un campo così delicato come quello della sanità dove si è adoperato professionalmente e oggi mette a disposizione della città e di tutto il collegio di Reggio Calabria questa straordinaria competenza».
Da parte sua Benedetto esalta il “nuovo” metodo che sta utilizzando in campagna elettorale: «Siamo alle battute finali, stiamo girando, continuiamo a girare tantissimo in mezzo alla gente, crediamo che parlare con la gente sia il nostro nuovo modo di far politica perché vogliamo ascoltare e vogliamo con loro condividere le loro problematiche, ma soprattutto garantire i loro diritti». Il candidato vuole anche dare una visione di compattezza rispetto ad una coalizione che spesso e volentieri dalla discussione è passata allo scontro e poi alle classiche divisioni, sottolinea come si stia «discutendo all'interno di tutta la coalizione centrosinistra che finalmente si presenta unita senza divisioni». La presenza, dei big – oggi Tridico, domani Boccia – per lui è un segnale importante: «Voleva essere un'elezione, definiamola così, ferragostana, invece è un momento importante, è un momento dove si decide un seggio al Parlamento. Non si cambia l'equilibrio politico nazionale, si cambia il rappresentante della città e siccome la città ha bisogno di un cittadino reggino e non di una persona che venga da altri territori, io mi candido per essere il cittadino di questa città, ma nello stesso tempo il deputato che conosce i problemi di tutto il territorio».