Università Dante Alighieri, Versace porta il caso in Consiglio comunale: «Servono trasparenza, confronto istituzionale e una strategia chiara per il futuro dell’Ateneo»
Il consigliere comunale e metropolitano del Pd annuncia un’interrogazione formale e chiede un consiglio comunale aperto sulla situazione dell’Università Dante Alighieri, dopo le posizioni assunte dal Ministero e il mancato coinvolgimento degli enti locali
«Riteniamo che l’Universita’ Dante Alighieri Di Reggio Calabria possa essere elemento di rilancio e sviluppo per il nostro territorio ma per fare questo serve rispetto degli enti locali e procedure chiare e trasparenti che diano credibilità all’ateneo ed alle istituzioni coinvolte.
La posizione assunta dal Ministero dell’Università ed il mancato coinvolgimento degli enti locali e della corretta interlocuzione istituzionale è un problema che deve interessare il Sindaco, il Consiglio Comunale e l’intera città di Reggio Calabria e noi non possiamo far finta che tutto ciò sia normale.
Come Sindaco della Città Metropolitana da subito ho scritto al Ministero ed ai vertici dell’Ateneo invocando un tavolo urgente e maggiore trasparenza nelle scelte assunte alla luce non solo dei rilievi fatti dal Ministero ma nella necessità di sviluppare e rilanciare l’offerta che l’Ateneo poteva offrire al nostro territorio in un quadro di sostenibilità economica».
Queste le dichiarazioni di Carmelo Versace, Consigliere Comunale e Metropolitano del Gruppo PD.
«Ho depositato un’interrogazione formale per il Sindaco ed il Consiglio Comunale nella necessità, al netto di quello che sarà l’iter giudiziario in corso, di avere risposte concrete su quella che è la linea politica da adottare rispetto all’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria e nella necessità di avere trasparenza e pubblicità delle decisioni assunte dai vertici dell’Ateneo.
Un consiglio comunale aperto sull’Università Dante Alighieri – conclude Versace – sarà un primo ed importante punto di partenza rispetto a quelle che saranno le scelte che riguardano l’intero ateneo ed il nostro territorio ed in contro-tendenza ad uno schema chiuso ed oscurantista nel quale scelte che riguardano il nostro territorio vengono assunte nel silenzio e nella complicità di troppi».