Sezioni
23/09/2026 ore 20.20
Politica

Vannacci a piazza Duomo: «La nostra è una destra di principi e valori, oggi è quasi un presagio per le politiche»

FOTO | Il generale al comizio di chiusura di Domenico Giannetta a Reggio, rilancia le ambizioni di Futuro nazionale: «Siamo professionalmente preparati, affrontiamo gli appuntamenti con la pianificazione dei professionisti»

di Claudio Labate

«Noi siamo qua a Reggio Calabria, per proporre un candidato reggino, del tessuto sociale reggino, che rappresenta Reggio e che vuole rappresentare Reggio Calabria a Montecitorio e siamo qua anche come prima volta che Futuro Nazionale si presenta con il proprio simbolo sul territorio nazionale e anche quasi come un presagio per il futuro, per le elezioni prossime politiche».

Si presenta così il generale Roberto Vannacci al comizio di chiusura del candidato Domenico Giannetta, quasi con una incursione al centro della città, una città governata da Forza Italia. «No, questa è un'incursione in un posto dove ci sono elezioni. Non è che noi vogliamo o abbiamo aspirazioni a contrastare Forza Italia, noi vogliamo promuovere il futuro nazionale e questo è il nostro obiettivo e abbiamo tutti i numeri per farlo perché siamo una destra vera, autentica, che non si vergogna, una destra che ha una politica di destra, al contrario invece di una politica annacquata e probabilmente di sinistra, non alla moda che altri partiti che si dichiarano di destra hanno applicato sino a noi».

A chi gli chiede qual è la differenza tra la destra reggina e la destra di Vannacci, il generale risponde:? «Io non andrei a funghi, nel senso che non è che andiamo a distinguere tra il porcino e la manita, stiamo parlando di una destra che ha dei principi valori ideali che sono gli ideali della destra, non ce ne sono di ideali diversi, quindi la sovranità, la meritocrazia, l'identità, questi sono gli ideali della destra e non è che c'è una differenza tra quella reggina e quella milanese, sicuramente qua a Reggio c'è un radicamento diverso, Reggio Calabria è conosciuta come una delle città più a destra d'Italia e quindi qua la destra si è radicata a una storia, a una sua tradizione, a delle sue radici e quindi è con grande orgoglio che oggi Futuro Nazionale è qua e vuole rappresentare la destra italiana».

Piazza Duomo, non è piena, ma ci sono tanti giovani e giovanissimi, forse ammaliati dal fascino del generale. Ci sono tanti curiosi e anche un gruppetto di contestatori con cartelli e fischietti.

Sul presunto nervosismo del centrodestra Vannacci rimane ironico: «Ma si prendano una camomilla, se sono così nervosi, noi invece siamo calmi, siamo professionalmente preparati, affrontiamo gli appuntamenti con la pianificazione dei professionisti e questo è uno di quegli appuntamenti, siamo confidenti che poi i cittadini ci daranno ragione».

Sull'affidabilità del progetto Futuro nazionale e quindi di una eventuale alleanza col centrodestra, il generale Vannacci è netto: «Siamo affidabili perché Futuro Nazionale si basa sugli stessi principi e valori ideali sempre se la Lega si discosta da questi principi valori ideali, mi dispiace, è lei che perderà la bussola, non Vannacci. E la stessa cosa lo dico adesso.
Mi dispiace, io vado avanti per i principi valori ideali che ho dichiarato essere quelli del partito e per i quali vengo votato dagli elettori, quelli sono il mio faro, non quello che decide un altro partito sulla base, non lo so, forse dei sondaggi perché noi la promessa elettorale la facciamo ai cittadini e non ad altri partiti, peraltro l'articolo 67 della Costituzione dice proprio questo, che i parlamentari esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato perché il mandato nella realtà glieli danno i cittadini e non i partiti che li rappresentano, quindi siamo coerenti anche con la Costituzione».

Quanto incide questa consultazione sulle politiche del prossimo anno? Vannacci è sibillino: «Sto respirando un'aria di futuro, guarda caso. Voi non la respirate questa aria di futuro? Io sono futurista, dritto sul picco del mondo».

Poi spazio alla politica internazionale «L'iniziativa in corso è una delle tante iniziative che Trump ha implementato per cercare di portare la pace. Peccato che ogni volta l'Europa abbia ostacolato queste iniziative di pace. Noi vogliamo la pace e vogliamo smetterla di sottrarre risorse alle nostre famiglie, ai nostri imprenditori, ai nostri ragazzi, ai nostri ospedali per darle all'Ucraina.
Quindi basta armi all'Ucraina, basta soldi all'Ucraina e viva la pace».