Villa, Pavone (Spazio Democratico): «Doppio criterio per valutare il dialogo con le realtà del centrosinistra»
La capogruppo: «Io privata della carica di vicesindaca per presunta vicinanza al Pd alle cui iniziative. Adesso la sindaca che ha sempre rivendicato la propria natura civica e la propria autonomia dai partiti, partecipa a incontri con esponenti del Partito Democratico, arrivando a prendere parte a iniziative politiche addirittura anche a Messina»
«La coerenza non si proclama, si dimostra. A Villa San Giovanni è tempo di fare chiarezza». C'è una domanda che, alla luce delle ultime vicende politiche, merita di essere posta con chiarezza alla sindaca di Villa San Giovanni, Giuseppina Caminiti: quello che ieri veniva considerato un problema politico, oggi è diventato improvvisamente un'opportunità?
Nel gennaio 2026, la sottoscritta Ada Pavone veniva privata della carica di vicesindaco, in una vicenda che ha segnato profondamente gli equilibri della maggioranza cittadina. Tra le ragioni politiche che accompagnarono quella decisione venne evocato un presunto avvicinamento al Partito Democratico, interpretato come una sorta di incompatibilità con l'identità civica dell'amministrazione.
Un messaggio che, al di là delle motivazioni formalmente addotte, lasciava intendere una precisa linea politica: il civismo come elemento identitario irrinunciabile e la distanza dai partiti come tratto distintivo della esperienza amministrativa della maggioranza Caminiti.
Oggi, però, assistiamo a uno scenario diverso. La stessa sindaca, che ha sempre rivendicato la propria natura civica e la propria autonomia dai partiti, partecipa a incontri con esponenti del Partito Democratico, arrivando a prendere parte a iniziative politiche addirittura anche a Messina.
Appare strano, atteso il mancato dialogo con il circolo del Pd cittadino per ben quattro anni, nonostante i continui tentativi dello stesso di approfondire temi di rilevate interesse per la Città. Sia chiaro, il dialogo con i partiti non è un problema. Lo diventa quando si pretende di trasformarlo in una colpa per alcuni e in una legittima scelta politica per altri.
Non ho mai considerato il confronto con le forze politiche un elemento da demonizzare. Al contrario, ritengo che il dialogo, soprattutto tra sensibilità progressiste e realtà del centrosinistra, sia una componente naturale della vita democratica. Quello che contesto è il doppio criterio con cui sembra essere valutato, severo quando riguarda chi viene allontanato, assai più flessibile quando coinvolge chi detiene il potere.
La questione, dunque, non è stabilire chi possa incontrare il Pd o partecipare a iniziative politiche, la questione è comprendere quale sia oggi la vera identità politica dell'amministrazione Caminiti e quali siano i criteri con cui vengono giudicati gli atteggiamenti politici dei suoi componenti.
Non si può rivendicare il civismo come una bandiera da sventolare contro gli altri e poi considerarlo un principio elastico quando cambiano le convenienze.
Questa vicenda solleva interrogativi che riguardano anche la maggioranza consiliare. Qual è la linea politica che tiene insieme questa coalizione? Esiste ancora un progetto condiviso per Villa San
Giovanni oppure il civismo è diventato soltanto un'etichetta utile a mantenere insieme equilibri e posizionamenti personali?
Sono domande che assumono un significato ancora più rilevante guardando alle elezioni comunali del 2027. È legittimo che le forze politiche si confrontino, costruiscano alleanze e ridefiniscano i propri percorsi, ma ai cittadini bisogna parlare con trasparenza, senza utilizzare le identità politiche come strumenti di convenienza e senza riservare trattamenti diversi a seconda di chi compie determinate scelte.
Villa San Giovanni merita una politica che non cambi metro di giudizio a seconda delle circostanze, merita una classe dirigente capace di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e di spiegare ai cittadini quale progetto intenda portare avanti.
La mia posizione, come consigliere comunale di Spazio Democratico, resta quella di chi crede in una politica progressista, aperta al confronto, radicata nei bisogni della comunità e libera da ambiguità opportunistiche.
Non mi interessa alimentare polemiche personali, piuttosto mi preme denunciare un metodo politico che rischia di indebolire la credibilità delle istituzioni e di allontanare ulteriormente i cittadini dalla partecipazione democratica.
Perché la politica può cambiare, le alleanze possono evolvere e il dialogo può allargarsi. È del tutto legittimo.
Ma se ciò che ieri giustificava l'esclusione di una persona oggi diventa una scelta praticabile per chi l'ha esclusa, allora il problema non è il dialogo con i partiti, è piuttosto la coerenza e l’affidabilità di chi pretende di dettare le regole agli altri.
E in vista del 2027, i cittadini di Villa San Giovanni hanno il diritto di sapere se il civismo rappresenti ancora una scelta politica autentica o se sia diventato soltanto uno slogan da spendere quando conviene.
Mi aspetto, ma soprattutto credo che lo meritino i cittadini villesi, una posizione che sia finalmente chiara.
La politica richiede chiarezza, coerenza e responsabilità. Chi sceglie di non prendere posizione, soprattutto quando le circostanze lo richiedono, finisce per alimentare un’ambiguità che non aiuta i cittadini a comprendere quali idee e quali valori si intendano realmente rappresentare. Credo che i cittadini villesi siano stanchi di questo continuo equilibrismo politico», conclude Ada Nicoletta Pavone capogruppo Spazio Democratico.