Villa San Giovanni, De Marco: «La maggioranza è finita: il civismo era solo propaganda»
Il consigliere comunale parla di maggioranza implosa, gestione personalistica e perdita dei numeri: chiesto un passo indietro per restituire la parola ai cittadini
«La crisi della maggioranza al Comune di Villa San Giovanni non è una narrazione dell’opposizione: è esplosa fragorosamente nel Consiglio comunale del 18 febbraio. In quell’aula si è consumato il fallimento politico della sindaca Caminiti. Altro che compattezza e stabilità: è andata in scena la dissoluzione di una maggioranza già implosa da tempo e tenuta in piedi solo dalla paura e dal silenzio».
Ad affermarlo, in una nota stampa, il consigliere comunale di Villa Domenico De Marco.
«I tentativi goffi della sindaca di ridimensionare la rottura con l’ex vicesindaca Pavone e con il consigliere Idone sono stati smentiti in modo inequivocabile dal loro passaggio fisico tra i banchi dell’opposizione. Non una divergenza marginale, ma una frattura politica conclamata. La fotografia plastica di un’amministrazione che non ha più numeri né credibilità».
«Le parole dell’ex vicesindaca Pavone sono state devastanti. Sentire affermare che da oltre due anni, anche dentro la maggioranza, si denunciavano assenza di dialogo e mancanza di trasparenza significa certificare un metodo di governo autoritario, chiuso, personalistico. E chi oggi finge sorpresa mente sapendo di mentire. Quelle accuse confermano ciò che denunciamo da tempo: decisioni prese in solitudine, confronto azzerato, consiglieri ridotti a semplici esecutori».
«Fa male a chi crede nella democrazia sentire parlare di una puntuale e strategica “sottomissione dei consiglieri”, di atti non firmati ma pubblicati con errori e omissioni, di un clima in cui il dissenso viene vissuto come tradimento. E fa ancora più impressione sentire la sindaca evocare il “segreto dello spogliatoio”, come se stesse commentando una partita tra amici e non amministrando una città. Qui non siamo in uno spogliatoio: qui c’è una comunità che chiede trasparenza, serietà e rispetto. La verità è che probabilmente non si è mai compreso davvero cosa significhi guidare una comunità. I servizi arrancano, i tributi sono nel caos, i cittadini di Cannitello tremano ad ogni allerta meteo mentre aspettano risposte concrete. Eppure il cosiddetto “modello Caminiti” pretende che tutto venga raccontato come un successo, che nessuno osi sollevare problemi, che ogni consigliere si limiti a sostenere la carriera politica del primo cittadino. Chi non si adegua viene sacrificato. È già accaduto con Pavone e Idone. È questo il messaggio lanciato all’aula e alla città».
«Il civismo tanto sbandierato si è rivelato pura propaganda. Non sono stati rimossi amministratori incapaci: sono stati rimossi amministratori autonomi. Non è stata punita l’inefficienza: è stata punita la libertà di pensiero. Oggi la maggioranza non esiste più. È finita politicamente e moralmente. Continuare a negarlo significa prendere in giro i cittadini e aggrapparsi alla poltrona mentre la città resta immobile. Le decisioni assunte dalla sindaca hanno lanciato un messaggio chiarissimo: “il capo sono io e decido tutto io”. Questo non è civismo. Questo non è spirito democratico. Questo è accentramento del potere, è gestione personalistica, è paralisi amministrativa».
«La sindaca dovrebbe avere il coraggio politico di prendere atto della realtà e dimettersi. Restituire la parola ai villesi sarebbe l’unico gesto dignitoso rimasto. Perché Villa San Giovanni non può essere ostaggio delle ambizioni di una sola persona. Non può essere trasformata in un palcoscenico per carriere individuali. Non può continuare a pagare il prezzo di gelosie, vendette e strategie ad personam».
«Quando un sindaco perde la maggioranza — conclude De Marco — perde la legittimazione politica a governare. E quando perde il contatto con la città, perde anche l’autorevolezza. Oggi non siamo davanti a una semplice crisi: siamo davanti alla fine di un’esperienza amministrativa che ha tradito le promesse con cui era nata».