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23/02/2026 ore 11.01
Politica

Villa San Giovanni, il centrodestra all’attacco: «Amministrazione in crisi, città paralizzata»

Conferenza stampa unitaria contro la giunta guidata dal sindaco Giusy Caminiti: accuse su trasparenza, servizi carenti, gestione politica e Ponte sullo Stretto. I coordinatori cittadini e i consiglieri di minoranza annunciano un percorso compatto verso le elezioni del 2027

di Elisa Barresi

Clima acceso ma toni determinati nella conferenza stampa organizzata dal centrodestra di Villa San Giovanni per denunciare quella che viene definita «una crisi politica e amministrativa evidente» dell’amministrazione guidata dal sindaco Giusy Caminiti.

Ad aprire i lavori è stato Antonio Messina, che ha spiegato le ragioni della convocazione domenicale: «L’incalzare della situazione politica ci imponeva di fare chiarezza. Ringrazio i consiglieri comunali di minoranza per l’attività incisiva che stanno portando avanti. L’ultimo Consiglio comunale ha certificato una spaccatura profonda nella maggioranza».

Messina ha parlato di «arroganza amministrativa», denunciando ritardi nella consegna degli atti e difficoltà nell’accesso ai documenti da parte dei consiglieri. «Non si può valutare il lavoro della minoranza senza comprendere le difficoltà che incontra. C’è una marcata consegna dei documenti, risposte tardive alle interrogazioni e una gestione poco trasparente».

Il coordinatore ha poi richiamato le recenti vicende politiche interne alla maggioranza: «Il passaggio del vice sindaco dai banchi della maggioranza a quelli della minoranza, con denunce su firme e delibere non sottoscritte, è un fatto gravissimo. In altri tempi avrebbe prodotto conseguenze ben diverse».

Infine l’appello all’unità: «Questo è il centrodestra che si propone unito e compatto alle prossime elezioni. Chi pensa di dividerci sbaglia. Veniamo dalla politica vera, non dall’improvvisazione civica».

Porpiglia (Lega): «Servizi carenti e occasione mancata sul Ponte»

A seguire l’intervento di Francesca Porpiglia, coordinatrice cittadina della Lega, che ha esordito con un esempio concreto: «Nel 2026 non è accettabile che in un quartiere manchi l’acqua e si debba andare altrove per lavarsi. Questo è un servizio essenziale».

Porpiglia ha puntato il dito contro la chiusura dell’oratorio cittadino, definendola «una scelta grave, perché non era solo un asilo ma un centro di aggregazione e formazione per i giovani». Critiche anche sulla raccolta differenziata e sulla manutenzione ordinaria «gestita in maniera discutibile».

Sul piano politico ha attaccato l’impostazione civica della maggioranza: «Amministrare non è improvvisazione. Servono preparazione, struttura e visione. I partiti garantiscono organizzazione e stabilità».

Ampio spazio è stato dedicato al progetto del Ponte sullo Stretto, sostenuto dal ministro Matteo Salvini: «Villa San Giovanni è oggi al centro dell’agenda nazionale. Entro l’estate partiranno i lavori. È un’occasione storica. Il sindaco, però, non ha chiesto un incontro per discutere le opere compensative, a differenza di quanto fatto dal Comune di Messina. Parliamo di risorse fondamentali per la riqualificazione della costa».

Infine, un passaggio sulla crisi politica interna alla maggioranza: «Il fatto che un vice sindaco sia stato estromesso e poi passato in minoranza dimostra che manca una struttura politica solida. La Lega c’è ed è pronta a offrire un modello amministrativo basato su responsabilità e stabilità».

Siclari (Forza Italia): «Trasparenza mancata e atti pubblicati in ritardo»

Daniele Siclari, coordinatore cittadino di Forza Italia, ha parlato di «verità da raccontare alla città». «Non si tratta di semplici sostituzioni nelle commissioni. Qui c’è un problema di trasparenza. Delibere pubblicate mesi dopo, commissioni convocate solo su richiesta della minoranza, cittadini lasciati senza risposte».

Siclari ha denunciato disservizi nella gestione dei tributi e la mancanza di un punto di riferimento assessorile negli ultimi mesi: «Un dirigente deve avere un assessore con cui confrontarsi. Oggi questo non accade. Si governa senza indirizzo politico chiaro».

Duro anche il riferimento alle parole pronunciate dall’ex vice sindaco in Consiglio: «Si è parlato di obbedienza. Ma l’amministrazione pubblica non può basarsi sulla sottomissione. Deve basarsi sul confronto e sulla trasparenza».

I consiglieri di minoranza: «Crisi certificata»

Stefania Calderone ha rivendicato il lavoro «silenzioso ma costante» dei consiglieri di opposizione: «Se oggi emergono certe verità è perché cinque consiglieri comunali hanno svolto con responsabilità il proprio ruolo di controllo».

Filippo Lucisano ha richiamato il tema della scuola di Pezzo, sostenendo che la riapertura sia frutto dell’azione politica del centrodestra: «Ma oggi quella scuola è ancora priva di spazi adeguati per le attività all’aperto. Non basta riaprire, serve qualità».

Lucisano ha invitato a costruire un centrodestra «che non sia un ripiego, ma una scelta convinta per la città». Domenico De Merco ha utilizzato una metafora forte: «Questa amministrazione è come il Titanic. La rotta era sbagliata dall’inizio e ora l’impatto con l’iceberg è evidente». Ha poi sottolineato come la rottura interna alla maggioranza sia «un fatto politico conclamato», parlando di «divisioni profonde e punizioni politiche verso chi non si allineava».

Infine l’appello conclusivo: «Da oggi deve partire un percorso ancora più coeso. Mancano 15-16 mesi alle elezioni del 2027. Il centrodestra deve farsi trovare unito, lasciando da parte personalismi e lavorando per offrire un’alternativa credibile alla città».

La conferenza si è chiusa con l’impegno comune a proseguire l’azione di controllo in Consiglio comunale e a costruire una proposta politica condivisa in vista delle prossime amministrative. Il centrodestra villese prova così a compattarsi, trasformando la crisi della maggioranza in un terreno di rilancio politico.