Villa San Giovanni, la minoranza incalza l'amministrazione Caminiti: «Promesse disattese e problemi irrisolti»
La situazione amministrativa di Villa San Giovanni è al centro di una forte contestazione da parte dei consiglieri comunali di opposizione, che dopo ventiquattrore dalla conferenza di metà mandato del sindaco Giusy Caminiti, non fanno sconti alla compagine amministrativa villese. Dopo 30 mesi di «immobilismo, scelte discutibili e una gestione amministrativa inconcludente», l’opposizione ha deciso di dare il carattere della straordinarietà all’incontro con la stampa per «informare i cittadini e fare chiarezza sulla situazione».
Nella Sala Conferenze dell’Hotel La Conca di Villa San Giovanni, i consiglieri di opposizione hanno analizzato «dati alla mano, lo stato di degrado amministrativo della città, mettendo in luce le mancanze, le promesse disattese e i problemi irrisolti dall’attuale amministrazione».
«Abbiamo riscontrato una grave mancanza di trasparenza nelle loro azioni, portate avanti senza il coinvolgimento del territorio e senza fornire risposte concrete alle numerose sollecitazioni da noi avanzate. Oggi siamo più determinati che mai a evidenziare l’incompetenza di questa amministrazione, capace solo di una comunicazione generica, sempre proiettata al futuro, ma priva di riscontri concreti nel presente. Promesse disattese e problemi irrisolti continuano a caratterizzare la loro gestione – ha dichiarato Marco Santoro, capogruppo consiliare di Forza Italia – e questi punti saranno trattati da me e dai consiglieri comunali Filippo Lucisano, Domenico De Marco, Daniele Siclari e Stefania Calderone. Ognuno di noi, per le competenze che ha, tratterà singoli punti. Finora, in questo mandato, abbiamo cercato di sollecitare un dialogo; questa amministrazione non vuole sentire. Sotto gli occhi del territorio, e di tutti, vediamo che questa attività non sta portando risultati. Siamo a metà mandato e volevamo far vedere quanto abbiamo a cuore le problematiche dei cittadini e quanto i problemi non sono ancora stati risolti.
In primis, il problema del lungomare, delle scuole, del decoro urbano, dell’illuminazione, e della mancata riqualificazione dei borghi. C’è una mancata attenzione anche nei confronti delle problematiche dei quartieri. Ad oggi, il bilancio è negativo. Noi stiamo sollecitando più volte e vogliamo anche attenzionare, perché dal dialogo noi chiediamo comunicazioni; non vengono date risposte. Non vorrei neanche aggiungere ulteriormente riguardo alla mancanza di attenzione per tutte quelle opere che dovrebbero essere a beneficio del territorio, specialmente per quanto riguarda il realizzando ponte sullo Stretto di Messina.
Il dialogo non c’è stato e le risorse sono state erose dal fondo di riserva. Questo è il ricorso che l’amministrazione di Villa San Giovanni ha fatto nei confronti della commissione e del verbale della commissione VIA, e di quell’accordo che non è stato nemmeno realizzato, perché ritenevamo che non ci fossero le condizioni con l’Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geologia. Quindi tante cose creano disagio sul territorio per i cittadini».
«Una delle emergenze che sono state poste sul tavolo di questa conferenza stampa è proprio quella legata ai tributi. Oggi siamo qui per comunicare e denunciare una situazione della riscossione dei tributi che porta questa città in difficoltà. Non c’è un’istruttoria adeguatamente attrezzata per richiedere, come abbiamo visto. Ci sono una serie di cartelle che sono arrivate ai cittadini villesi senza un’adeguata istruttoria, e questo ha portato a una serie di annullamenti in maniera esponenziale.
La nostra preoccupazione – dichiara Daniele Siclari, coordinatore cittadino di Forza Italia – vista la situazione del bilancio dell’ente comunale, è che noi siamo un comune in dissesto. Questo deve essere chiaro all’amministrazione comunale. Non è bastato provare un bilancio stretto e riequilibrato; la procedura che porta all’uscita dal dissesto richiede che tutte le prescrizioni fatte dal ministero vengano rispettate. Una di queste prescrizioni riguarda i tributi coattivi, che sono necessari per l’uscita dal dissesto, così come altre prescrizioni come l’utilizzo del patrimonio per generare reddito.
Questa amministrazione, come abbiamo visto e letto, si è ripetutamente trovata di fronte a una missione di cartelle, che sono state poi annullate. Non è sufficiente dire che la colpa è stata di qualcun altro; un’amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità e deve avere la coscienza di capire che quando sbaglia deve ammettere l’errore. Pertanto, siamo qui oggi a denunciare una situazione che desta preoccupazione, perché su ogni nostra riscossione, le cifre stimate di riscossione coattiva sono state tutte annullate.
Le cartelle TASI inviate sono state per la maggior parte annullate, il che ci mette in difficoltà. Questo comporta una mia preoccupazione e, in effetti, la preoccupazione di tutti, dato che non c’è fiducia da parte del contribuente nel pagare. Quando arrivano cartelle cosiddette “pazze”, il contribuente si allontana, aggravando le già difficili circostanze in cui si trovano. Oggi abbiamo chiesto un grande sacrificio ai nostri cittadini, che tutti conosciamo, poiché ciò porta all’aumento di tutte le tariffe per cinque anni dalla dichiarazione di dissesto.
Un annuncio fatto da loro in campagna elettorale era quello di rinunciare alle proprie indennità per tutto il periodo del dissesto. Appena approvato il bilancio ristretto e riequilibrato, il dissesto è scomparso e sono iniziate a erogarsi le loro indennità. Tuttavia, se nel corso di questo periodo di cinque anni si dice di rinunciare alle indennità, significa che per cinque anni non si dovrebbero percepire».
Quella della statua di Cannitello è un’altra polemica scoppiata negli ultimi giorni.
«Purtroppo è una scelta prettamente politica. E ora dico anche il motivo. È una scelta politica – ha continuato Siclari – perché la statua è stata messa lì dopo tutto l’iter istruttorio che c’è stato. Abbiamo acquisito tutta la documentazione presentata in passato, dove c’erano tutte le autorizzazioni, non solo quelle comunali, ma anche quelle ambientali della provincia e della città metropolitana.
La statua è stata installata dopo un iter istruttorio e non abbiamo dubbi che sia stata effettuata tutta la procedura necessaria per la posa in opera. Anche confrontandoci con la comunità di Cannitello, si era accettato questo posizionamento, cosa che oggi non sta avvenendo. Oggi si è realizzata una scelta prettamente politica, in cui il funzionario dell’ufficio tecnico ha indicato di rimuovere la statua per motivi funzionali, che potrebbero essere i più disparati.
Lasciamo perdere il codice della strada, perché non prevede una norma che dica che una statua è in pericolo. Se ci fosse stato un pericolo per la statua di Cannitello, dovremmo considerare che abbiamo una percentuale di incidenti sicuramente maggiore in altre vie e intersezioni della città di Villa San Giovanni. Dobbiamo intervenire in tutta la città, non solo riguardo alla statua. Diciamo le cose come stanno: è una scelta prettamente politica che questa amministrazione ha fatto, rimuovendo un simbolo di una comunità che l’ha voluto con una vasta maggioranza. Oggi questo è il punto: è una scelta solo politica».
L’emergenza scolastica è scoppiata quest’anno più che negli altri anni. È un’emergenza che adesso investe anche la scuola di Cannitello.
«Io, in primis, ho fatto un primo sopralluogo nel settembre 2023. Addirittura, ci venne detto che dopo qualche mese la scuola sarebbe stata pronta, ma così non è stato – ha dichiarato Filippo Lucisano, consigliere di minoranza di Forza Italia – Mi spiace che si giochi con il diritto allo studio dei bambini. È davvero deplorevole che questa amministrazione continui a “vendere ghiaccio agli eschimesi”. Si deve essere seri e concreti; non può essere così. La mancanza di programmazione è un fatto oggettivo.
Avrei voluto tracciare un bilancio diverso e sicuramente positivo di questi 30 mesi di amministrazione Caminiti ma purtroppo così non è stato, e credo questo sia un dato alquanto oggettivo. Per quanto riguarda la situazione del cimitero cittadino, il problema più rilevante è la mancanza di posti per le salme che ha portato a dover utilizzare il campo comune rendendo il cimitero di Villa San Giovanni oggi non in regola con i protocolli nazionali poiché il campo comune va lasciato libero nel 50% in caso di calamità. Altro aspetto non è stato fatto un censimento delle concessioni scadute e questo è gravissimo poiché avrebbe portato tante famiglie che ne hanno già fatto richiesta di poter avere finalmente una cappella dove seppellire i propri familiari. Si deve assolutamente ricreare un campo comune che sia a norma con quelle che sono le direttive nazionali ed infine la responsabilità più grave non aver previsto un piano di espansione cimiteriale. A seguito del mio video denuncia fatto al cimitero è stato finalmente cambiato il cancello.
Oggi siamo più determinati che mai a evidenziare l’incompetenza di questa amministrazione, capace solo di una comunicazione generica, sempre proiettata al futuro, ma priva di riscontri concreti nel presente. Promesse disattese e problemi irrisolti continuano a caratterizzare la loro gestione».