Voto fuori sede, l'allarme di Zito: «Diritto a rischio burocrazia, servono proroga e semplificazione»
Il primo cittadino scrive a CRUI, CNSU e ANCI: «La nuova norma è un passo avanti, ma tra scadenze ignorate e procedure complesse migliaia di studenti e lavoratori rischiano di restare esclusi dalle prossime politiche»
Una riforma tanto attesa quanto insidiosa sul piano pratico. Il riconoscimento del voto per gli elettori temporaneamente domiciliati fuori regione è senza dubbio una conquista di civiltà, ma il meccanismo predisposto dalla legge rischia di trasformare un diritto fondamentale in una corsa ad ostacoli burocratica. A sollevare il problema con forza è Vittorio Zito, primo cittadino di Roccella Jonica, che ha inviato una dettagliata serie di proposte alla Conferenza dei Rettori (CRUI), al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) e all'ANCI.
Il nodo centrale della questione risiede nelle tempistiche e nella complessità dell'iter. La legge 180 del 9 ottobre 2026 stabilisce che chi vive lontano dalla propria residenza da almeno nove mesi per studio, lavoro o cure debba presentare domanda al Comune di domicilio entro il 31 dicembre di ogni anno per potersi esprimere nelle consultazioni dell'anno successivo. Considerato che la norma è entrata in vigore solo a fine ottobre, restano appena due mesi, attraversati dalle festività natalizie, per far conoscere la novità a una platea di potenziali elettori stimata in diverse centinaia di migliaia di persone, tra studenti e lavoratori. «Non si tratta di fare polemica, ma di lanciare un preciso allarme operativo», evidenzia Zito. «Un diritto che per essere praticato richiede l'incastro perfetto tra le azioni del cittadino, due diversi Comuni, le commissioni elettorali e il Ministero dell'Interno rischia di rimanere soltanto sulla carta se la gente non viene informata per tempo».
Per scongiurare il rischio di un'astensione forzata in vista del primo appuntamento elettorale del 2027, il sindaco calabrese chiede un intervento straordinario a Governo e Parlamento: la previsione, limitatamente al primo anno di applicazione, di una finestra temporale estesa per l'iscrizione nelle liste, spostando la scadenza al quarantacinquesimo giorno antecedente la data del voto. Parallelamente, secondo il primo cittadino, servirà una spinta verso la digitalizzazione e la centralizzazione delle domande, superando lo scambio farraginoso di comunicazioni cartacee o PEC tra enti locali.
Nell'immediato, però, la partita si gioca sul terreno dell'informazione. Da qui l'appello alla CRUI e al CNSU per trasformare gli atenei e i portali universitari in cassa di risonanza per la scadenza del 31 dicembre, garantendo al contempo il rilascio rapido e telematico della certificazione di iscrizione necessaria per l'istanza. All'ANCI, invece, Zito suggerisce la creazione di un vademecum unico e di un canale diretto tra le anagrafi comunali per velocizzare le verifiche sul possesso del diritto di voto. Nel frattempo, la macchina organizzativa del Comune di Roccella Jonica si è già messa in moto: la Giunta ha approvato l'atto di indirizzo, istituito l'elenco dei fuori sede con un referente dedicato e predisposto guide informative specifiche indirizzate ai propri cittadini sparsi in Italia. «Nessun roccellese lontano da casa verrà lasciato solo nel sbrigare le pratiche necessarie», assicura il sindaco, rimarcando come la tutela della partecipazione democratica debba partire prima di tutto dai territori.