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14/01/2026 ore 15.37
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Nuova Igea Virtus, il caso De Falco e il precedente Gela: scenari disciplinari che possono riscrivere il girone I

Una possibile irregolarità sull’utilizzo del portiere Christian De Falco apre interrogativi pesanti nel girone I di Serie D. Il precedente Bellomo–Gela chiarisce il quadro normativo, mentre nelle ultime ore prende corpo anche l’ipotesi di una penalizzazione molto ampia, legata al numero delle gare disputate in costanza di squalifica.

di Aldea Bellantonio

Nel girone I di Serie D, dove la classifica resta corta e ogni dettaglio può incidere sugli equilibri stagionali, si fa strada una vicenda destinata ad andare oltre il semplice dibattito sportivo. Non risultati maturati sul campo, ma una possibile irregolarità amministrativa che, se accertata, rischia di avere un impatto diretto sulla corsa alle prime posizioni.

Al centro dell’attenzione c’è la Nuova Igea Virtus e la posizione del portiere Christian De Falco, classe 2006, arrivato in Sicilia dopo l’esperienza nel campionato Primavera 2 con la Reggiana. Al termine della gara di play-out disputata il 24 maggio 2025 contro la Feralpisalò, al calciatore era stata inflitta una squalifica per condotta antisportiva, sanzione che – secondo il Codice di Giustizia Sportiva – deve essere scontata nel primo campionato di competenza utile, anche in caso di trasferimento ad altra società.

Il nodo della vicenda riguarda l’utilizzo del portiere nelle gare ufficiali successive. Secondo quanto emerso, De Falco sarebbe stato schierato dalla Nuova Igea Virtus in più occasioni prima che la società decidesse, solo in seguito, di non convocarlo per consentirgli di scontare la squalifica. Una gestione che, qualora confermata, potrebbe assumere rilievo disciplinare.

La giurisprudenza sportiva è infatti costante nel ritenere che l’inserimento in distinta equivale a partecipazione alla gara. Anche la sola convocazione, indipendentemente dall’effettivo ingresso in campo, impedisce di considerare la squalifica come regolarmente scontata. Ogni gara disputata in questa condizione costituisce una violazione autonoma.

Il precedente Gela–Bellomo come chiave di lettura

A rendere il quadro più chiaro – e allo stesso tempo più delicato – è l’esistenza di un precedente recente e significativo. Nella stagione 2023-2024, il caso che coinvolse il Città di Gela e il calciatore Pietro Bellomo rappresenta un riferimento diretto. In quell’occasione, dopo un primo intervento del Giudice Sportivo limitato a una singola gara, gli atti furono trasmessi alla Procura Federale, che avviò un’indagine più ampia.

L’istruttoria portò al deferimento del calciatore, dei dirigenti e delle società coinvolte, con una sanzione finale che si tradusse in una penalizzazione di nove punti in classifica per il Città di Gela, oltre a ammende e sanzioni personali, in larga parte confermate anche nei successivi gradi di giudizio. Un precedente che chiarisce l’orientamento rigoroso seguito negli ultimi anni dagli organi di giustizia sportiva.

L’ipotesi più pesante: una penalizzazione ampia legata al numero delle gare

Nelle ultime ore, tuttavia, le ricostruzioni che circolano tra gli addetti ai lavori delineano uno scenario potenzialmente ancora più complesso. Secondo questa ipotesi, De Falco sarebbe stato schierato da titolare in 17 gare ufficiali, con una presenza in panchina e appena due partite senza convocazione. Un dato che, se confermato attraverso la verifica delle distinte ufficiali, indicherebbe uno sconto della squalifica estremamente limitato rispetto al numero complessivo di incontri disputati.

Alla luce del principio, ormai consolidato, secondo cui ogni gara giocata o “coperta” da convocazione in costanza di squalifica costituisce una violazione autonoma, questa ricostruzione aprirebbe a una penalizzazione teoricamente molto ampia, commisurata al numero delle partite irregolari accertate. Si tratta, al momento, di uno scenario ipotetico, legato esclusivamente a verifiche formali che solo un eventuale intervento della Procura Federale potrà chiarire.

Resta fermo, anche in questo caso, che non sono previste sconfitte a tavolino né riassegnazioni di punti alle squadre avversarie, trattandosi di gare regolarmente omologate. L’eventuale intervento disciplinare inciderebbe esclusivamente sulla classifica della Nuova Igea Virtus attraverso una penalizzazione proporzionale.

In attesa di capire se e con quali tempi gli organi federali decideranno di approfondire la vicenda, il caso De Falco resta una variabile capace di incidere sugli equilibri del girone I, trasformando una questione regolamentare in un possibile spartiacque della stagione.