Reggina, la vittoria che pesa: gioco, carattere e pubblico tornano protagonisti
Il 2-0 al Milazzo fotografa una squadra più matura e organizzata: pressing, qualità e spirito di gruppo nel primo vero manifesto della gestione Torrisi
La Reggina rialza la testa, convince e vince. Il 2-0 inflitto al Milazzo al “Granillo” non è soltanto un risultato prezioso in classifica, ma rappresenta soprattutto una tappa significativa nel percorso di crescita intrapreso dalla squadra amaranto sotto la guida
di mister Torrisi. Le parole del tecnico nel post-gara raccontano molto più del semplice successo: parlano di identità, metodo e di una squadra che inizia finalmente a riconoscersi.
Torrisi non nasconde la soddisfazione, ma la incanala subito dentro una lettura lucida e razionale. «Il lavoro si inizia a vedere», sottolinea, evidenziando come le cinque settimane di lavoro intenso – un “h24” fatto di campo, studio e condivisione – abbiano prodotto segnali concreti. Non tanto nella singola prestazione, quanto nella qualità della manovra, nella pressione alta, nella volontà costante di portare la palla in avanti e, soprattutto, nella maturità mostrata dal gruppo. Elementi che, fino ad ora, erano emersi solo a sprazzi.
Il dato forse più emblematico della gara è quello citato dallo stesso allenatore: in 105 minuti nessun calciatore amaranto ha perso un duello. Un dettaglio che racchiude l’essenza della partita della Reggina, fatta di cattiveria agonistica, intensità e attenzione
costante. È da qui che nasce la concretezza vista contro il Milazzo, una squadra affrontata senza fronzoli ma con una ferma idea di gioco.
La Reggina è stata cinica, sì, ma anche qualitativa, capace finalmente di trovare il gol su azione, aspetto che nelle precedenti uscite era mancato.
Il risultato, secondo Torrisi, sta addirittura stretto agli amaranto. Le occasioni create sono state numerose e il dominio territoriale evidente, segnale di un impianto di gioco che comincia a funzionare.
Un modello che non dipende dal singolo, ma dal collettivo: «se si cambia tanto è come non cambiasse nulla», ha spiegato il tecnico, ribadendo come il lavoro sia funzionale alla squadra e non alle individualità. Un concetto chiave per costruire continuità e solidità nel medio periodo.
Non c’è però spazio per l’esaltazione. Torrisi predica equilibrio, consapevole che questo è soltanto «un piccolo passettino». La strada è ancora lunga e inevitabilmente, come ammesso dallo stesso allenatore, ci saranno partite meno brillanti. L’obiettivo resta uno: fare risultato, senza mai perdere ferocia e concentrazione.
Fondamentale, in questo contesto, il ruolo del pubblico. Il “Granillo” ha risposto presente come non accadeva da tempo: 6.510 spettatori, record stagionale, con 281 tifosi giunti da Milazzo. La Curva Sud, dopo il patto stretto con Torrisi, ha spinto la squadra per tutta la gara, diventando un fattore determinante. «Quando è così diventa dura per tutti», ha ammesso il tecnico, riconoscendo come il sostegno sugli spalti abbia regalato energie extra alla squadra.
Il nuovo striscione comparso nel settore ultras «E nonostante tutto siamo con te. Ci devi credere» è il simbolo di una ritrovata sintonia tra squadra e tifoseria. Un messaggio chiaro, di fiducia e appartenenza, che accompagna una Reggina in crescita, chiamata ora a dare continuità a quanto di buono visto contro il Milazzo. Perché il lavoro c’è, il pubblico pure. Adesso serve trasformare questo «piccolo passettino» in un cammino costante.