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25/02/2026 ore 06.45
Foto del giorno

Sotto l’ombra lieve di Scilla, dove il mare racconta l’infinito

Uno scorcio del belvedere di Scilla, una panchina solitaria e lo sguardo che si perde sull’incanto dello Stretto di Messina: un luogo dove il tempo si ferma e il cuore impara ad ascoltare il mare

di Lorenzo Vazzana

C’è un angolo del mondo in cui il silenzio ha il profumo del sale e la luce accarezza ogni cosa con dolcezza antica. Al belvedere di Scilla, una panchina riposa sotto l’abbraccio discreto di un albero, custode silenzioso di pensieri e promesse. Le sue fronde incorniciano l’orizzonte come un sipario che si apre su uno spettacolo eterno: lo Stretto, disteso e luminoso, che respira al ritmo delle maree.
Sedersi qui significa concedersi al tempo lento dei sogni. Il vento sfiora la pelle come una carezza inattesa, mentre il mare, immenso e cangiante, racconta storie di partenze e ritorni. Ogni sfumatura d’azzurro sembra custodire un segreto, ogni riflesso una memoria d’amore.
In questo scorcio sospeso tra cielo e acqua, la solitudine non è assenza, ma pienezza. È un invito a restare, a perdersi, a ritrovarsi. Perché davanti a tanta bellezza, il cuore non può che arrendersi e imparare, ancora una volta, a battere al ritmo dell’infinito.