Tra le gocce, il mare
Dopo la pioggia, il tramonto accarezza lo Stretto. Un uomo pesca, silenzioso, mentre il cielo si tinge d’oro e malinconia. Tutto visto da un finestrino bagnato, come se fosse un sogno
di Lorenzo Vazzana – La pioggia ha appena smesso di parlare, lasciando sul vetro un ricamo di gocce. Dal finestrino dell’auto, il mondo sembra sfocato, come se la realtà esitasse a tornare nitida. Eppure lì, tra cielo e mare, un uomo lancia la sua lenza. Solo, ma in compagnia del tramonto che incendia l’orizzonte. Le nuvole, stanche di piangere, si ritirano piano, lasciando spazio alla luce che filtra tra i pensieri e il sale. C’è poesia nello stare fermi a guardare. Nell’attimo sospeso in cui il mare tace e ascolta. Forse quell’uomo non pesca solo pesci, ma silenzi, riflessioni, ricordi. Forse anche lui osserva le gocce, i riflessi, e sente che tutto – il cielo, il mare, l’amore – si può trovare proprio lì: in un’immagine rubata al tempo, in un tramonto che sa di ritorno.