Porto Bolaro e il miraggio di Mediterranean Life: tra grandi investimenti privati, veti istituzionali e promesse da mantenere
Il megaprogetto turistico per la periferia sud di Reggio Calabria resta al centro di un acceso dibattito politico e urbanistico tra sogni di sviluppo, intoppi burocratici e gli impegni presi in campagna elettorale dalla nuova amministrazione comunale
Tra i progetti di rigenerazione o infrastrutturazione urbana che sono rimasti tra color che son sospesi ce n’è uno di cui in città si parla da tanto e ad intermittenza. Ci riferiamo a Mediterranean Life, la faraonica struttura diportistica che dovrebbe sorgere a Porto Bolaro, quartiere della periferia sud di Reggio Calabria e che prevede ormeggi per navi da crociera con annessi ulteriori spazi di aggregazione pubblica e servizi collaterali. Un’opera da realizzare da investitori privati e per la quale i soggetti promotori avrebbero già immobilizzato importanti capitali in attesa dello sblocco del relativo iter burocratico. La firma di un aventuale accordo di programma darebbe il via alla progettazione esecutiva.
Nel porto delle nebbie: quando la burocrazia affonda i megaprogetti
La vicenda che inghiottito il progetto nel porto delle nebbie della passata amministrazione Falcomatà è simile a quella che ha coinvolto la progettazione della Torre del Mediterraneo, ma si colloca a uno step più avanzato, per poi comunque imboccare un vicolo cieco. Come la Torre del Mediterraneo di Santa Trada, anche Mediterranan Life si configura un grande progetto di finanza e sviluppo incardinato nel partenariato pubblico/privato promosso direttamente dalla proprietà dell'area e della struttura di Porto Bolaro, la Mediterranean Life s.r.l che detiene il core asset immobiliare. E che ha l'obiettivo di attrarre investitori e partner industriali nazionali e internazionali per la realizzazione dei vari lotti: quello nautico-portuale, quello turistico-ricettivo e quello commerciale-direzionale.
Diporto, lusso e 2.500 posti di lavoro: cosa prevedeva davvero la mega-opera
Per il primo l’idea è realizzare un porto turistico in grado di ospitare centinaia di posti barca e diportismo nautico, pensato per intercettare il traffico di transito dello Stretto di Messina. Per il secondo, e a supporto del primo, l’intento è costruire strutture alberghiere di livello anche per colmare l’atavico deficit di ricettività della città. Il tutto dovrebbe collegarsi all'espansione e al completamento del polo commerciale esistente con servizi, aree di intrattenimento, spazi culturali e terziari. Un’opera, da connettere con l’aeroporto Tito Minniti attraverso il rafforzamento della mobilità ferroviaria legata alla vicina stazione di San Leo. Un progetto capace di generare attrattività per il territorio e creare 2.500 posti di lavoro.
Dal millantato blitz sul PNRR al muro del pianto: la grande frenata
Qui, a differenza che per l’area di Santa Trada, ancora in attesa di cenni di vita dal Comune di Villa San Giovanni e da Metrocity, il dossier ha fatto un passo in più: a novembre 2021 il Comune di Reggio aveva approvato pressoché all’unanimità con delibera di Consiglio lo scorso 13 novembre 2021 il preliminare con parere favorevole del dirigente di settore, ipotizzando addirittura di inserirlo nel PNRR. Era stato quindi dato mandato all’ex sindaco di convocare una conferenza inter-istituzionale per preparare il relativo accordo di programma ed eventuali deroghe al Piano regolatore, come da verbale della relativa conferenza dei servizi tenutasi il 2 aprile 2019.
Rimpalli, pec inascoltate e la pietra tombale del Masterplan
Mediterranean Life era poi sprofondato nelle sabbie mobili delle pastoie burocratiche e nei rimpalli tra Regione e Comune con una serie di accadimenti: nell’interregno di Falcomatà, il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti aveva lamentato il mancato invio del progetto esecutivo richiesto dal Comune. Salvo poi essere smentito non solo dalle carte, ma dalla natura dell’intervento. Non oggetto di una garra pubblica, ma progetto privato “di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi” presentato con “motivata richiesta dell’interessato” e accompagnato dal relativo studio di fattibilità. E se l’8 febbraio 2024, a oltre due anni dalla delibera, il raggruppamento di imprese coinvolte aveva scritto per pec al Comune ribadendo di poter fornire gratuitamente «assistenza tecnica per il completamento dell’iter amministrativo» e chiedendo «un incontro di chiarificazione tecnico amministrativa» per «dare finalmente impulso» al progetto, l’ultimo incontro del 2025 sembrava aver piazzato una lapide sull’iniziativa. Non solo il Masterplan della città approvato dalla vecchia giunta Falcomatà prevedeva di inserire Porto Bolaro nell’intervento “Le spiagge del vento” e contemplandolo come area con solo pontile di attracco, ma il Piano Strutturale Comunale impediva qualsiasi diversa destinazione.
La lettera aperta a Cannizzaro e le sfide per la nuova giunta
Tuttavia dopo le elezioni della nuova amministrazione il dibattito si è riacceso: innanzitutto per il botta e risposta tra Falduto e l’ex assessore Irene Calabrò che, riferendosi a Mediterranean Life, aveva parlato della sola presenza di un render. Ma, cosa più importante, perché Falduto, il cui nipote presiede oggi la Commissione Bilancio dell’attuale Consiglio Comunale, ha indirizzato una lettera aperta al neo sindaco Francesco Cannizzaro. Chiedendo un cambio di passo concreto e l'avvio di un dibattito pubblico e trasparente sul destino urbanistico del territorio. Il progetto era infatti stato inserito dal centrodestra nel programma elettorale e lo stesso Cannizzaro lo aveva sostenuto da parlamentare. Falduto ha chiesto al contempo di attuare una revisione del Piano Strutturale Comunale approvato dalla giunta Falcomatà e tutt’oggi in vigore, per programmare «progetto di sviluppo serio della città».
Due porti per una sola Reggio? L'ombra dei 100 milioni e il test per Cannizzaro
Il destino di Mediterranean Life resta in ogni caso quantomai incerto. Non solo il Comune resta ancora privo di PUMS (Piano urbano di mobilità sostenibile) e PGTU (Piano generale del traffico urbano) ove ricadrebbe l’idea della metropolitana di superficie di cui la stazione di San Leo dovrebbe far parte. Ma lo stanziamento di 100 milioni ottenuto e annunciato per l’ammodernamento del porto storico della città non è una buona notizia per Porto Bolaro. Difficile, antieconomico e contro ogni logica di mercato immaginare due strutture portuali turistiche per Reggio, che non è Sidney né Los Angeles. Altro sarebbe pensare a due strutture che svolgono funzioni diverse, ma non sembra che Reggio vada in questa direzione.
L'eterna maledizione italiana: quando a vincere sono solo i veti
Al di là di come evolveranno le cose, resta comunque un punto: quell’inquietante, insostenibile sentore di castrazione che in Italia e in Calabria promana dalle istituzioni di governo. Impegnate più a incrociare veti diretti o indiretti che a fare quello che dovrebbero fare: pianificazione, programmazione, sana regolamentazione e public procurement.