118 reggino, Nursing Up all'attacco: «Sistema senza guida, pronti ad adire la magistratura»
Il Nursing Up torna a denunciare le criticità del servizio di emergenza-urgenza 118 nella provincia di Reggio Calabria, parlando di un sistema «alla deriva» e privo di una governance chiara.
Secondo il segretario provinciale Roberto Cetina, da mesi il servizio verserebbe in una condizione di crescente difficoltà, aggravata dalla soppressione della Centrale operativa del 118 di Reggio Calabria e dal trasferimento della gestione a Catanzaro. Una scelta che, sostiene il Nursing Up, contrasterebbe con i principi organizzativi richiamati dal D.M. 70/2015, che individua come parametro una centrale operativa ogni 600 mila abitanti.
Tra le problematiche evidenziate dal sindacato figurano frequenti spostamenti di mezzi di soccorso su lunghe distanze, con ambulanze impiegate lontano dalle rispettive aree di competenza. Vengono citati, tra gli esempi, l'ambulanza di Oppido Mamertina inviata fino a Trunca o nel quartiere Archi di Reggio Calabria e quella di Polistena impiegata a San Pietro di Caridà, Dinami, Portigliola, Locri e Nicotera.
Il Nursing Up segnala inoltre il ricorso sempre più frequente alle postazioni medicalizzate di Scilla, Campo Calabro e Melito di Porto Salvo per coprire le carenze del capoluogo, con ripercussioni, sostiene il sindacato, sull'efficienza del soccorso nei territori di appartenenza.
A preoccupare è anche la cronica carenza di personale, che determinerebbe la chiusura quotidiana di alcune postazioni. Il sindacato richiama il recente caso che avrebbe visto contemporaneamente non operative le sedi di Oppido, Taurianova e Palmi, oltre all'indisponibilità, in alcune giornate, di due delle tre ambulanze normalmente attive nel comune di Reggio Calabria.
Nel comunicato vengono sollevati anche dubbi sulla legittimità della gestione del servizio. Richiamando la Legge regionale n. 32/2021, i successivi provvedimenti attuativi e la convenzione tra Azienda Zero e gli enti del Servizio sanitario regionale, il Nursing Up sostiene che l'Asp di Reggio Calabria non sarebbe competente a esercitare le funzioni di direzione e gestione del sistema territoriale dell'emergenza-urgenza 118. Nonostante ciò, secondo il sindacato, sarebbero stati adottati provvedimenti organizzativi privi del necessario presupposto di competenza.
Tra le contestazioni rientra anche l'utilizzo della pronta disponibilità per coprire l'ordinaria programmazione dei turni, in assenza del Piano annuale previsto dal CCNL Comparto Sanità 2022-2024, oltre alla gestione operativa del servizio che, secondo il Nursing Up, sarebbe affidata a due figure infermieristiche prive di un formale incarico di coordinamento.
Il sindacato evidenzia infine presunte anomalie nella predisposizione dei turni di servizio, sostenendo che i prospetti mensili recherebbero sigle non riconducibili a un soggetto formalmente individuato e verrebbero diffusi attraverso chat WhatsApp anziché mediante i canali aziendali ufficiali.
Il Nursing Up ricorda di avere già trasmesso formali diffide chiedendo la revoca degli atti ritenuti illegittimi e, in assenza di riscontri ritenuti adeguati, annuncia di essere pronto a rivolgersi alle competenti autorità giudiziarie e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
«Il personale del 118 non può continuare a essere il parafulmine delle inefficienze organizzative. Infermieri e autisti soccorritori garantiscono ogni giorno il servizio con professionalità e spirito di sacrificio. Non meritano improvvisazione né decisioni assunte fuori dalle regole contrattuali», afferma il segretario provinciale Roberto Cetina, secondo cui «il tempo degli annunci è finito» e chi governa il sistema deve «dimostrare di esserne all'altezza oppure trarne le dovute conseguenze».