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06/03/2026 ore 21.26
Sanità

Aggressione al Gom di Reggio, i sindacati: «Basta violenza contro chi cura, servono tutele immediate»

Uil Fp, Fp Cgil e Fials esprimono solidarietà al dottor Matteo Galletta e chiedono misure concrete per la sicurezza negli ospedali

di Redazione

Ferma condanna e piena solidarietà al dottor Matteo Galletta, vittima di un’aggressione avvenuta ieri mattina presso la Direzione medica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. A esprimerla sono UIL FP, FP CGIL e FIALS, che si uniscono alle parole già arrivate dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, ribadendo un principio non negoziabile: la violenza nei luoghi di cura non è mai «un episodio isolato», ma una emergenza nazionale che va affrontata con misure strutturali e non con la sola indignazione del giorno dopo.

Secondo quanto ricostruito, l’aggressione sarebbe scaturita da un disguido amministrativo legato a una visita ambulatoriale. Nel tentativo di proteggere un collaboratore che sarebbe stato minacciato, il dottor Galletta è intervenuto riportando lievi contusioni, fortunatamente senza conseguenze gravi. Determinante, per evitare ulteriori rischi, l’intervento delle autorità che ha consentito di riportare rapidamente la situazione sotto controllo.

Per UIL FP, FP CGIL e FIALS, però, il punto non può fermarsi alla cronaca: «Ogni aggressione, verbale o fisica, è un colpo non soltanto al singolo professionista, ma all’intero sistema sanitario. Colpisce chi lavora per garantire un diritto costituzionale e peggiora un clima già segnato da carichi di lavoro elevati, carenze di personale, stress e tensioni quotidiane nelle strutture».

I sindacati sottolineano come episodi del genere non rappresentino una «deviazione imprevedibile», ma l’esito di un contesto in cui la sofferenza, l’attesa e la frustrazione finiscono troppo spesso per essere scaricate su medici, infermieri, OSS e personale amministrativo. «La rabbia dell’utenza — quando c’è — non può mai trasformarsi in minacce o aggressioni: la complessità organizzativa non si risolve colpendo chi è in corsia o negli ambulatori, e spesso non ha alcuna responsabilità diretta sui disservizi».

Da qui l’appello a un cambio di passo: prevenzione, sicurezza e organizzazione. UIL FP, FP CGIL e FIALS chiedono che, a partire dalle realtà ospedaliere più esposte, vengano rafforzati in modo concreto i presìdi di sicurezza e i percorsi di tutela del personale: controllo degli accessi, procedure rapide per l’allerta, presenza adeguata di personale dedicato alla vigilanza, formazione specifica alla gestione del conflitto, e soprattutto una organizzazione dei servizi che riduca attese e incertezze, terreno fertile per escalation di tensione.

Ma non basta. «Serve una cultura del rispetto — rimarcano i sindacati — che coinvolga istituzioni, direzioni aziendali e cittadinanza. Chi aggredisce non colpisce un “dipendente”, colpisce un servizio pubblico essenziale».

E mentre si ribadisce la necessità di perseguire con determinazione ogni atto di violenza, viene chiesto anche di garantire supporto psicologico e legale alle vittime e a chi, pur non subendo danni fisici, rimane segnato da un episodio traumatico.

UIL FP, FP CGIL e FIALS concludono rinnovando la vicinanza al dottor Galletta e a tutti i lavoratori del Grande Ospedale Metropolitano: «Non possiamo accettare che andare al lavoro in sanità significhi mettere in conto insulti, minacce o aggressioni. La tutela di chi cura è la tutela del diritto alla salute di tutti. E su questo non faremo alcun passo indietro».