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17/07/2026 ore 06.30
Sanità

Bova Marina, attivato ufficialmente l’Ospedale di Comunità: al via le assunzioni, apertura entro pochi giorni

Dopo 185 anni l’ex seminario di contrada Spina Santa diventa presidio sanitario: firmato ieri il decreto dell’Asp di Reggio Calabria. Mentre si recluta il personale per l’operatività immediata, si placa la polemica di Melito Porto Salvo: ecco perché la nuova rete territoriale non svuota il Tiberio Evoli ma lo sostiene

di Silvio Cacciatore

Centottantacinque anni dopo la posa della prima pietra di quello che doveva essere il seminario vescovile voluto da Monsignor Rozzolino, la vocazione sanitaria dell'edificio di contrada Spina Santa cessa di essere un’ipotesi e diventa un atto amministrativo. Nella giornata di l’altroieri, 15 luglio 2026, il Direttore Generale dell’ASP di Reggio Calabria, Maddalena Berardi, ha siglato la dichiarazione ufficiale di attivazione dei servizi per l’Ospedale di Comunità di Bova Marina. Non è un semplice annuncio, ma il tassello decisivo di un investimento da oltre 3,19 milioni di euro – tra fondi PNRR e risorse per opere indifferibili – che trasforma una delle più celebri incompiute dell'Area Grecanica in un pilastro della nuova medicina territoriale.

Le attrezzature mediche e le strumentazioni diagnostiche sono già state installate e risultano operative. L'unico scoglio che separa la firma della Berardi dall'ingresso dei primi pazienti è la fase di contrattualizzazione del personale: le procedure di assunzione dei nuovi dipendenti sono attualmente in corso e, secondo i cronoprogrammi aziendali, permetteranno alla struttura di essere pienamente funzionale nel giro di pochi giorni. Si chiude così una parabola iniziata nel 1840 e passata attraverso bombardamenti, alluvioni e progetti naufragati, come il centro neurologico dell'Aism che negli anni '90 finì al centro di importanti inchieste.

Tuttavia, il clima di sollievo a Bova Marina fa da controaltare alle barricate alzate nella vicina Melito Porto Salvo. Qui, il timore che il potenziamento dei presìdi periferici avvenga a scapito del “Tiberio Evoli” ha innescato una mobilitazione senza precedenti: oltre 7mila firme raccolte e un Consiglio comunale che ha votato all’unanimità una mozione per chiedere lo status di ospedale Spoke o l'accorpamento al Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria.

La polemica, alimentata dal recente trasferimento degli uffici ex Inam verso la nuova Casa di Comunità di Roghudi, poggia su una percezione di “cannibalizzazione” dei servizi che merita tuttavia un'analisi tecnica per separare la realtà dai timori politici.

È necessario chiarire nuovamente, infatti, che il modello introdotto dal DM 77/2022 non prevede la sostituzione degli ospedali generali con quelli di comunità, ma una loro integrazione logica. L'Ospedale di Comunità di Bova Marina, infatti, non è un nuovo ospedale con Pronto Soccorso e degenza, ma è una struttura intermedia: dispone di 20 posti letto per pazienti che non necessitano di cure intensive, ma che non sono ancora in condizioni di rientrare a casa. Il suo ruolo è quello di filtro, volto ad alleggerire proprio il Tiberio Evoli – ed in generale il sistema ospedaliero reggino – dai ricoveri impropri.

Anche il contestato addio agli uffici di Melito non risponde a una strategia punitiva: lo stabile dell’ex Inam, oltre a costare un lauto affitto alle casse pubbliche non essendo di proprietà dell'ASP, non rispettava più i moderni standard di sicurezza e qualità. La Casa di Comunità di Roghudi nasce per concentrare medici di base, infermieri di famiglia e specialisti in un polo tecnologicamente avanzato, a pochissimi chilometri di distanza.

La sfida per l'Area Grecanica non è dunque una “guerra tra poveri” per il possesso di un ambulatorio, ma la costruzione di una rete dove il Tiberio Evoli resti l'ancora per le emergenze e la chirurgia, mentre l’Ospedale - e le Case - di Comunità garantiscano l'assistenza cronica e di prossimità. Solo la rapidità nelle assunzioni e l'efficienza dei trasporti pubblici, sicuramente da implementare e rivedere, tra i comuni della Grecanica potranno dimostrare se questa riforma sia davvero il salto di qualità atteso per quasi due secoli.