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07/10/2026 ore 14.36
Sanità

Centro dialitico San Giorgio, Vecchio chiede l’intervento di Occhiuto

Il presidente di Confindustria Reggio: «Ci preoccupa molto il destino della struttura sanitaria e dei suoi dipendenti che con la proprietà hanno condiviso la sfida di una offerta sanitaria qualificata in un settore di grande rilevanza sociale»

di redazione

Una richiesta di intervento urgente in merito alla “paradossale” vicenda che riguarda il Centro Dialitico San Giorgio S.r.l viene rivolta al presidente della regione Roberto Occhiuto ed alla direttrice generale dell'Asp di Reggio Calabria Maddalena Berardi dal presidente di Confindustria Reggio Calabria, ing. Domenico Vecchio.

«Facciamo appello al senso di responsabilità istituzionale che certamente ci si aspetta sia più elevato quando il tema è quello della salute. Il Centro Dialitico San Giorgio S.r.l., struttura sanitaria territoriale, deve essere messo in condizioni di operare ed i posti letto devono essere effettivamente messi a disposizione dei cittadini. La struttura garantisce ai dializzati ‘le cure di prossimità’ e rappresenta, infatti, -sottolinea il presidente Vecchio- come, tra l'altro, ben noto a tanti-, una speranza concreta per tanti pazienti che qui hanno la possibilità di affrontare il trattamento dialitico in condizioni di tranquillità, serenità e dignità e sanno di poter contare su un’assistenza dialitica di elevata qualità; competenza professionale, innovazione tecnologica, sicurezza e, soprattutto, attenzione alla persona».

Primo centro Dialitico extraospedaliero realizzato nel territorio geofunzionale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, per il presidente Vecchio, è «il simbolo di una più ampia criticità della sanità calabrese: la distanza tra il fabbisogno reale riconosciuto dagli operatori sanitari e le decisioni amministrative necessarie per soddisfarlo. I passaggi della vicenda ci lasciano sbigottiti. Perchè - evidenzia il massimo rappresentante degli industriali reggini-, nel mentre tutta una serie di atti tecnici, amministrativi e istituzionali a firma della Regione e dell'Asp hanno, nel tempo, riconosciuto una persistente carenza di posti dialisi nell'Area Sud, dall'altra- a pochi mesi di distanza- l'ASP di Reggio Calabria arriva a negare alla stessa struttura il parere di compatibilità necessario per ottenere l'accreditamento istituzionale. In sostanza, secondo l'ASP, i medesimi 18 posti dialisi che erano compatibili a giugno non lo sarebbero più a novembre, pur in assenza di qualsiasi incremento della rete pubblica o privata».

Aggiunge Vecchio: «Ci preoccupa molto il destino della struttura sanitaria e dei suoi dipendenti che con la proprietà hanno condiviso la sfida di una offerta sanitaria qualificata in un settore di grande rilevanza sociale. E ci preoccupa fortemente il futuro di centinaia di pazienti nefropatici cronici che attendono cure più vicine, più appropriate e più dignitose. Non vorremmo mai- e sono sicuro di interpretare i sentimenti di tutti gli imprenditori reggini- che questa struttura di eccellenza diventasse- e non certo per una cattiva gestione aziendale- uno dei fallimenti della nostra terra sul quale doverci interrogare a lungo».