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21/10/2026 ore 16.15
Sanità

Centro neurologico di Locri, Logozzo: «Basta indifferenza e inerzia. Scatta la mobilitazione delle associazioni»

I mancati potenziamenti dei servizi e apertura del centro diurno semi-residenziale: «È il momento delle scelte, della trasparenza e delle azioni concrete. Chi ha il potere di decidere ci dica chiaramente cosa vuole fare. Bisogna avere il coraggio di agire, e noi siamo pronti a farlo per dare voce a chi non ce l'ha»

di Redazione

«Il cuore si è spezzato ancora una volta. Abbiamo sperato fino all'ultimo, ma Biagio Quintieri, anima storica del Centro di Recupero Neurologico di Locri, è volato in cielo. Proviamo un dolore immenso e tanta amarezza: per queste persone con disabilità l'arma nemica è la solitudine, motivo per cui è fondamentale restare vicini a loro con amore e umanità». È quanto dichiara Vincenzo Logozzo, referente e coordinatore del gruppo associazioni Pro Disabili del Centro di Recupero Neurologico di Locri (Commatre, Adda, Unitalsi Locri, Auser Noi ci siamo Bovalino, Croce Viola Mammola, Unicef Gioiosa Jonica ed altre Associazioni ed organizzazioni aderenti).

«Al Centro rimangono oggi otto ospiti con disabilità gravissime. Hanno un disperato bisogno di contatti umani, di vivere, di uscire, e non di essere condannati a trascorrere le giornate dormendo o appassendo davanti a un televisore. “Così non ce la facciamo più, ed il centro non deve chiudere!” dicono i portavoce Cinzia e Pietro.

Non bastano più soltanto l'affetto e le azioni delle associazioni e le attenzioni amorevoli del personale – loro angelo custode- che li tratta come fratelli e sorelle: servono laboratori, animazione e un'assistenza psicologica qualificata. Servono dignità e futuro.

È da tempo che, come Associazioni, ribadiamo queste necessità alle istituzioni e alla politica. Esattamente il 26 luglio dello scorso anno – in occasione dell’inaugurazione della pista di bocce e del pergolato realizzati su nostra proposta con il finanziamento dell’Ambito Territoriale di Locri (l’anno precedente come associazioni abbiamo fatto donazione di una cucina completa, di un orto e di un frutteto) – si era stabilito tra la direzione Asp, i Sindaci e le associazioni di puntare al potenziamento dei servizi attuali e di stilare un progetto sperimentale per l’apertura di un centro diurno per disabilità complesse con accesso dall'esterno.

Un progetto che la Direttrice Lucia Di Furia ha presentato ai competenti organi della Giunta Regionale un paio di mesi prima del suo pensionamento.

Da allora, malgrado le continue insistenze delle Associazioni e qualche timida e vaga rassicurazione da parte degli Assessori Regionali, non è successo nulla.

La situazione è ormai insostenibile. Tra l’altro dal punto di vista strutturale non è stato fatto nulla per riparare la volta del tetto in vetro abbondantemente crollato a seguito dei cicloni di marzo, i pannelli solari non funzionano, c’è qualche parte della struttura da
osservare attentamente e da mesi l’impianto di condizionamento generale non funziona e, di recente, è stata persino bocciata la proposta di far cucinare piatti casarecci da parte degli studenti e docenti-cuochi dell’Istituto Alberghiero di Locri, sarebbe stata anche una ottima occasione di vita e di integrazione con i giovani.

Per tutte queste ragioni, le Associazioni hanno deciso di avviare il primo passo formale di mobilitazione, con la ferma intenzione di intraprendere ulteriori iniziative di maggiore impatto.

Di questa decisione sarà data immediata comunicazione ufficiale al Presidente della Giunta Regionale Occhiuto, agli Assessori regionali di competenza, ai rappresentanti politici della Locride (tutti già in possesso del progetto della Di Furia), al Presidente del Consiglio Regionale, alla Prefettura, alla Questura, al Sindaco di Locri, alla Conferenza dei Sindaci dell’Ambito Territoriale di Locri, al Vescovo, all’Asp di Reggio Calabria, al Distretto Sanitario della Locride.

Il Centro è una struttura pubblica, gestita totalmente dall'Asp di Reggio Calabria e sotto la diretta responsabilità della Presidenza della Giunta Regionale. Di fronte a ogni nostra idea abbiamo trovato solo un muro di gomma. La struttura si sta svuotando: vogliono chiuderla e farla morire o farla vivere come si deve? Per noi Associazioni non ci sono dubbi, occorre riqualificarla, non trasformarla nella “tomba ad orologeria” degli otto ospiti rimasti. Il Centro è un bene pubblico e va rinnovato con modernità strutturali e servizi all'avanguardia a beneficio delle disabilità gravi e delle loro famiglie. Questa è una battaglia di civiltà, cultura e umanità.

Come Associazioni, dopo 14 anni di impegno instancabile al fianco di queste persone prive di sostegno familiare, non possiamo più tacere. Ed è proprio in nome di Biagio, del nostro amato "brontolone" che ci dà la forza per non mollare, che entriamo in stato di mobilitazione con una presa di posizione forte e chiara.

È il momento delle scelte, della trasparenza e delle azioni concrete. Chi ha il potere di decidere ci dica chiaramente cosa vuole fare. Bisogna avere il coraggio di agire, e noi siamo pronti a farlo per dare voce a chi non ce l'ha», conclude Vincenzo Logozzo, referente e coordinatore del gruppo associazioni Pro Disabili del Centro di Recupero Neurologico di Locri (Commatre, Adda, Unitalsi Locri, Auser Noi ci siamo Bovalino, Croce Viola Mammola, Unicef Gioiosa Jonica ed altre Associazioni ed organizzazioni aderenti).