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29/10/2026 ore 09.27
Sanità

Dalla diagnosi di una malattia rara al trapianto di rene donato dal padre: la testimonianza di una madre che ringrazia il GOM

La storia di Agostino, colpito dalla sindrome di Alport e operato a 19 anni. Una lettera racconta il percorso di cura e la riconoscenza verso medici e infermieri della Nefrologia

di Redazione
Grande Ospedale Metropolitano Reggio Calabria

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di ringraziamento di una madre al Reparto e all'Ambulatorio di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale del GOM di Reggio Calabria.

«Gentile Direttore,

vi scrivo come mamma. In questi giorni si parla dei successi del reparto di Nefrologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e sento il dovere di portare la nostra testimonianza. Era da tanto che volevo ringraziare pubblicamente questo reparto, e colgo l'occasione proprio adesso, visti anche i commenti non sempre positivi che si leggono sulla sanità locale.

Mio figlio è entrato per la prima volta in quel reparto a soli 5 anni, per un controllo dovuto a una probabile semplice infiammazione. Lì abbiamo incontrato il Dott. Marino, che iniziando i controlli sono sicura abbia capito subito che non si trattava di questo, ma ovviamente bisognava avere dei dati. Vista la sua piccola età, consultandoci, abbiamo continuato con controlli periodici e tantissimi esami che ci avvicinavano alla diagnosi, rimandando per un po' la biopsia.

Dopo 5 anni mio figlio è stato sottoposto a biopsia. La diagnosi è stata quella che il Dott. Marino aveva inserito tra i primi sospetti: Sindrome di Alport: una malattia genetica rara, poco conosciuta e di cui si parla pochissimo o niente. Da lì tutto è cambiato. Accettarlo era impossibile, soprattutto per me. Sono iniziati i controlli mirati, coscienti che, non essendoci una terapia risolutiva, mio figlio sarebbe arrivato al trapianto; pur non sapendo quando, sapevamo che questa malattia purtroppo progredisce in età giovanile. Così gli anni passavano, con la paura di giungere a quel momento.

Nel maggio 2023 i parametri clinici sono cambiati e bisognava iniziare a pensare di agire. Mio marito, venuto a conoscenza della possibilità di effettuare il trapianto da vivente, si è offerto immediatamente come donatore. A questo punto speravamo in un trapianto preemptive (prima dell'inizio della dialisi) e così è stato: sono state avviate tutte le pratiche e, ottenuta la conferma di compatibilità, il 23 ottobre 2023 mio figlio, a 19 anni, ha ricevuto il rene da suo padre.

Noi ci siamo sempre fidati dei medici di questo reparto e ci teniamo tantissimo a ringraziare il Dott. Marino e la Dott.ssa Martorano, che ci hanno seguito per tanti anni con dedizione, e anche il Dott. Finocchiaro, che eseguiva le ecografie.

Un ringraziamento speciale e infinita stima va al Dott. Francesco Cambareri che con la sua gentilezza, i suoi modi e la sua simpatia ci ha infuso una fiducia immensa nel momento più difficile. Mio figlio era tranquillissimo con lui. Ci tengo a ringraziare profondamente anche il personale infermieristico, e un'infermiera in particolare: Margherita Galletta, donna meravigliosa che, immedesimandosi come mamma, mi ha sempre supportata e aiutata, manifestando tanto affetto nei confronti di Agostino.

Desidero ringraziare inoltre il Dott. Sgrò, che si è occupato dell'espianto dell'organo con tecnica robotica e ha seguito la degenza di mio marito presso il suo reparto di urologia, e ringrazio anche il Dott. Costarella, che ha effettuato l'impianto.

Oggi, a tre anni dal trapianto, mio figlio è un ragazzo forte, sorridente e pieno di futuro. È stato davvero coraggioso, perché solo chi ci passa può comprendere quanto siano duri i mesi preparatori e quelli successivi all'intervento. Ogni suo giorno è il nostro miracolo quotidiano.

Si parla spesso di sanità solo per evidenziarne i problemi. Noi vogliamo testimoniare che al GOM di Reggio Calabria c'è un reparto di eccellenza, fatto di persone competenti e di grande cuore.

Grazie di cuore a tutto il reparto e ambulatorio di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale del GOM di Reggio Calabria».

* Francesca Laura Giordano, «Una mamma grata»