Dialisi a Reggio, Fintrend: «Parole di Bertolaso meritano attenzione. Ora servono risposte concrete»
L’associazione richiama Regione e ASP alle proprie responsabilità: 98 posti rene in sei centri nell’Area Sud, contro i 156 del Cosentino e i 144 dell’Area Centro. Resta il problema dei turni notturni per i 36 pazienti del San Giorgio
FINTRED Calabria invita le testate giornalistiche a dare risalto alle dichiarazioni rilasciate ieri sera dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, nel corso della trasmissione Filorosso, andata in onda su Rai 3 e condotta da Antonino Monteleone.
Intervenendo sulla vicenda dei pazienti dializzati di Reggio Calabria, Bertolaso ha definito «assolutamente assurdo» che persone costrette a sottoporsi a una terapia salvavita debbano affrontare una situazione come quella verificatasi dopo la sospensione dell’attività del Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro. Ha inoltre richiamato le criticità legate alla programmazione sanitaria e alla continuità delle cure, sottolineando che una terapia salvavita non può dipendere da ritardi burocratici o da una programmazione inefficace.
Le dichiarazioni sono riportate anche nell’articolo pubblicato da AgenPress, consultabile al seguente link: https://www.agenpress.it/2026/10/13/sanita-calabria-guido-bertolaso-assurdo-che-nel-2026-ci-siano-dializzati-costretti-al-pronto-soccorao/
FINTRED ritiene che queste dichiarazioni meritino particolare attenzione da parte dell’informazione nazionale e regionale, perché riportano al centro del dibattito una questione che non riguarda soltanto una struttura privata o una procedura di accreditamento, ma il diritto dei cittadini più fragili a ricevere cure adeguate, accessibili e organizzate secondo le reali necessità assistenziali del territorio.
La vicenda dei 36 pazienti dializzati reggini non può essere archiviata come un episodio isolato. La sospensione dei trattamenti presso il Centro San Giorgio ha costretto decine di persone a trovare una nuova collocazione assistenziale, con conseguenze concrete sulla loro vita quotidiana e su quella delle famiglie che le sostengono. La necessità di garantire la continuità delle sedute ha determinato il ricorso a turni notturni presso il Grande Ospedale Metropolitano, con trattamenti che possono protrarsi fino all’una di notte.
Per pazienti sottoposti a dialisi più volte alla settimana, spesso con disabilità e condizioni cliniche complesse, questa non è una semplice difficoltà organizzativa: è un ulteriore peso fisico, psicologico e familiare che si aggiunge a una condizione di salute già gravosa.
L’emergenza attuale rende ancora più urgente affrontare il problema strutturale della rete nefrodialitica dell’Area Sud. FINTRED richiama l’attenzione sulla forte disparità territoriale nell’offerta dialitica calabrese: a fronte dei 156 posti rene dell’Area Nord di Cosenza, distribuiti in 16 centri dialisi, e dei 144 posti dell’Area Centro di Catanzaro, distribuiti in 14 centri, l’Area Sud di Reggio Calabria dispone di appena 98 posti rene in soli 6 centri.
Una differenza che impone una verifica puntuale del fabbisogno e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. Da anni, gli atti e le interlocuzioni istituzionali hanno evidenziato la necessità di verificare e adeguare l’offerta di posti rene rispetto ai bisogni effettivi della popolazione. Non è più sufficiente riconoscere l’esistenza del problema: occorre indicare quale percorso concreto si intenda seguire per risolverlo.
FINTRED lancia quindi un appello urgente alla Regione Calabria e all’ASP di Reggio Calabria: basta disparità e rinvii!
La salute dei dializzati non può più aspettare: servono decisioni, atti concreti e tempi verificabili, non altre promesse.
Le dichiarazioni di Bertolaso costituiscono un’occasione per riportare l’attenzione sulla necessità di una programmazione sanitaria fondata sui bisogni dei cittadini, sulla continuità assistenziale e sulla capacità delle istituzioni di superare gli ostacoli amministrativi senza scaricarne le conseguenze sui pazienti.
Per queste ragioni, FINTRED invita le redazioni a riprendere e approfondire le dichiarazioni rese durante Filorosso, dando spazio non soltanto alla fase emergenziale, ma anche alle questioni amministrative e programmatorie che attendono ancora una risposta.
L’attenzione dei media è fondamentale affinché la vicenda non perda visibilità e affinché Regione e ASP siano chiamate a indicare impegni concreti, tempi verificabili e una prospettiva sostenibile per i pazienti e le loro famiglie.
«Una terapia salvavita non può essere ostaggio di ritardi e contrapposizioni amministrative. I pazienti hanno bisogno di cure, dignità e certezze, non di soluzioni provvisorie destinate a protrarsi senza fine», dichiara FINTRED Calabria.