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28/05/2026 ore 12.47
Sanità

Dialisi, Aned: «I pazienti complessi devono essere trattati solo in ambiente ospedaliero»

L’associazione interviene sul caso Polistena e difende il servizio attivo nello spoke della Piana: «Fondamentale per le emergenze e per evitare trasferimenti dolorosi ai ricoverati»

di Redazione
Ospedale di Polistena

«I dializzati sono pazienti complessi da trattare solo in ambienti ospedalieri». Parte da questo presupposto l’intervento di Aned APS, firmato da Pasquale Scarmozzino, che torna a intervenire sul tema dell’assistenza nefrologica e dialitica nello spoke di Polistena.

Secondo l’associazione, le numerose emergenze cliniche che possono verificarsi durante o dopo il trattamento rendono necessario che la dialisi venga eseguita esclusivamente in contesti ospedalieri, soprattutto in presenza delle gravi comorbidità che accompagnano i pazienti nefropatici.

«Per le tante emergenze che si riscontrano durante e dopo una dialisi è ormai opinione comune dei clinici italiani che il trattamento debba essere eseguito solo in ambito ospedaliero», sottolinea Aned, evidenziando come in Calabria il Dipartimento Tutela della Salute avrebbe già dovuto considerare il servizio esclusivamente ospedaliero, anche alla luce delle carenze strutturali e della riduzione di personale nei centri periferici.

Nel documento viene poi richiamata la vicenda del centro dialisi di Polistena. L’associazione parla di «oscure forze anonime» che avrebbero recentemente denunciato presunti rischi per i dializzati del presidio ospedaliero, tentando – secondo Aned – di ribaltare il problema reale, cioè la necessità di garantire una dialisi ospedaliera stabile e sicura.

Aned ricorda inoltre che nel 2022, su propria segnalazione, l’allora commissaria straordinaria dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, deliberò la riattivazione dell’impianto di osmosi del presidio di Polistena, precedentemente fermato dopo il periodo Covid.

«Oggi l’impianto tratta in contemporanea due dializzati ricoverati e consuntiva in media 130 dialisi annue», spiega l’associazione, evidenziando anche il risparmio economico e soprattutto i benefici per i pazienti ricoverati, che evitano trasferimenti verso Palmi o Taurianova.

A sostegno dell’importanza del servizio, Aned cita anche due recenti emergenze affrontate nello spoke di Polistena. «Proprio stanotte è stato dializzato in emergenza un paziente novantaseienne, preceduto ieri da un novantatreenne», si legge nella nota.

L’associazione rende inoltre noto di avere inviato una Pec al Dipartimento Tutela della Salute chiedendo un incontro per discutere una diversa distribuzione dei posti letto sul territorio e l’istituzione di un ambulatorio dedicato alla dialisi peritoneale.

Su quest’ultimo punto, Aned ricorda che già nel 2023 era stato deliberato un progetto aziendale sulla dialisi peritoneale, definito «unico in regione», ma che non sarebbe mai realmente partito nonostante l’addestramento del personale.

«Considerato che tale metodica è più fisiologica per i pazienti e più economica per le disastrate casse regionali, chi ha interesse a bloccarne il trattamento dentro l’azienda sanitaria?», domanda l’associazione, chiedendo «opportune e immediate indagini».

Infine, la posizione ribadita da Aned è netta: «I pazienti complessi dei centri di Palmi e Taurianova devono essere curati per motivi di sicurezza nello spoke di Polistena e non viceversa».