Dializzati allo stremo e sanitari sotto pressione: un'altra drammatica giornata al Pronto Soccorso
Continua l'odissea dei pazienti costretti a recarsi al Gom per la prestazione sanitaria. Intanto la Fintred invia una dura lettera aperta al Governatore Occhiuto e la CGIL sollecita l'intervento urgente del Prefetto
Il secondo giorno per i pazienti dializzati costretti a recarsi presso il Grande Ospedale Metropolitano segna un ulteriore e drammatico peggioramento di un'odissea sanitaria già insostenibile. La chiusura improvvisa della struttura territoriale ha catapultato decine di malati cronici fragili in un clima di profonda sofferenza e precarietà.
A causa del sovraffollamento e dell'impossibilità di gestire l'enorme afflusso straordinario, i medici si sono visti costretti a ridurre la durata delle sedute di trattamento salvavita, portandole dalle ordinarie quattro ore a sole due ore e mezza o tre. Questa contrazione dei tempi di terapia impedisce una completa depurazione del sangue, provocando un impennamento dei livelli di potassio oltre le soglie di allarme e mettendo a rischio la vita stessa dei pazienti. Per ragioni di sicurezza, i sanitari hanno raccomandato ai malati di non allontanarsi dal Pronto Soccorso, pronti a intervenire d'urgenza in rianimazione o staccando temporaneamente altri pazienti qualora le condizioni dovessero precipitare.
L'attesa per un posto libero si trasforma così in un estenuante stallo fino a tarda notte, con persone anziane di novant'anni in sedia a rotelle costrette a cibarsi di panini nei corridoi del presidio ospedaliero. Il grave sovraccarico impatta pesantemente anche sui pazienti abituali del GOM, ai quali sono stati parimenti ridotti i tempi di dialisi, mentre medici e infermieri sono sottoposti a uno stress estremo e a tripli o quadrupli turni di lavoro. Un quadro di disperazione che non deriva da inadempienze del personale ospedaliero, bensì da un totale corto circuito comunicativo e burocratico tra l'ASP e la Regione Calabria.
La Lettera Aperta della FINTRED: "Presidente Occhiuto, serve una decisione"
Di fronte all'aggravarsi della crisi, la FINTRED (Federazione Italiana Nefropatici Trapiantati di Rene e Donatori) ha indirizzato una dura lettera aperta al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a firma del coordinatore regionale Francesco Puntillo. Nella missiva si evidenzia come i malati non stiano chiedendo un privilegio, ma l'esercizio del fondamentale diritto alla salute e a cure salvavita di prossimità nel proprio comune di residenza.
Il documento ricorda che la carenza di 29 posti rene nel territorio reggino è un problema noto e documentato formalmente dall'ASP di Reggio Calabria già con le deliberazioni n. 582 del 2018 e n. 630 del 2024. Si sottolinea inoltre come, a seguito della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale del gennaio 2025, fosse stato predisposto un Decreto del Commissario ad Acta (DCA) per colmare questo fabbisogno, il quale tuttavia non è mai stato firmato.
FINTRED chiede quindi al Governatore un'immediata assunzione di responsabilità politica: firmare il DCA giacente e strutturare la rete territoriale, evitando che un ospedale HUB come il GOM debba farsi carico in modo permanente di carenze della rete assistenziale periferica.
La denuncia della CGIL e FP CGIL: "Attivare subito un tavolo con il Prefetto"
Sulla stessa linea di ferma condanna si attestano i Segretari Generali di CGIL e FP CGIL di Reggio Calabria, Gregorio Pititto e Francesco Callea, che definiscono l'attuale situazione una crisi annunciata, derivante dalla chiusura del centro privato San Giorgio e dall'inerzia delle istituzioni.
I sindacati rimarcano come il GOM stia sostenendo un carico di utenza del tutto insostenibile, esponendo gli operatori sanitari a forti tensioni e costringendo persone debilitate a estenuanti viaggi della speranza o a turni notturni massacranti. Secondo la CGIL, la salute pubblica non può essere subordinata a cavilli autorizzativi o a logiche di taglio dei costi, dovendo il servizio pubblico rimanere il pilastro centrale e universale della sanità.
Per sbloccare lo stallo ed evitare ulteriori rischi per i pazienti, CGIL e FP CGIL chiedono l'apertura immediata di un tavolo di confronto d'urgenza promosso dal Prefetto di Reggio Calabria con la Regione e l'ASP, finalizzato alla firma dei decreti per l'attivazione dei 29 posti rene mancanti.