Emergenza 118 a Reggio, il Nursing up denuncia disservizi continui e ambulanze ferme
Il responsabile provinciale Roberto Cetina: «Si registrano la chiusura, quasi quotidiana, di postazioni di ambulanza e la mancanza di personale, in varie Pet (postazioni di emergenza territoriale) del territorio provinciale. Mai toccato un punto così basso»
«Il sindacato Nursing Up denuncia con forza la grave situazione in cui versa il servizio di emergenza - urgenza 118 nella provincia di Reggio Calabria, dove si registra la chiusura, quasi quotidiana, di postazioni di ambulanza, configurando di fatto una interruzione di pubblico servizio che espone i cittadini a rischi concreti, fino a mettere in pericolo la salute pubblica.
Dopo le tante segnalazioni ricevute da parte degli operatori del Suem 118, il sindacato ha effettivamente riscontrato l'interruzione del servizio pubblico, causata dalla mancanza di personale, in varie Pet (postazioni di emergenza territoriale) del territorio provinciale:
Pet Campo CalabPet ro: giorni (18 e 31 gennaio) – (10, 20 e 25 Febbraio); (22 e 27 marzo), (6 aprile).
Pet Taurianova: giorni 12, 13 e 15 Aprile.
Pet Oppido Mamertina: giorni 2, 3, 7, 8, 12, 13 e 15 Aprile.
Vista la preoccupante situazione, e a fronte di dati certamente parziali, il sindacato ha deciso di monitorare attentamente la situazione, per cui chiederà, ai responsabili del Servizio Emergenza Urgenza, un rapporto dettagliato riguardante l'intero territorio provinciale con i completi dati, dall'inizio dell'anno fino ad oggi.
Una condizione che non può più essere derubricata a episodi isolati, ma che rappresenta il punto di rottura di un sistema ormai al collasso. Il servizio 118 nella nostra provincia non ha mai toccato un punto così basso. Non siamo più davanti a criticità episodiche, ma a un sistema che sta progressivamente cedendo sotto il peso dell'assenza di programmazione e di interventi concreti», dichiara il responsabile provinciale Roberto Cetina.
«Alla base di questo scenario vi è una carenza cronica e prevedibile di personale, aggravata da sopravvenute inidoneità, assenze per gravidanza a rischio, dimissioni, tutte le situazioni note e gestibili per tempo adottando adeguati provvedimenti.
Ma ciò che rende ancora più grave il quadro è il caos organizzativo/gestionale generato dal trasferimento delle funzioni del Suem118 all'ente regionale della sanità calabrese “Azienda Zero”; un passaggio che, nei fatti, ha acuito il problema anziché risolverlo, per cui molti operatori stanno “scappando” dalle ambulanze causa condizioni di lavoro divenute oramai insostenibili.
Si è determinato un paradosso inaccettabile: le Asp risultano svuotate di responsabilità, ma solo sulla carta, mentre continuano a detenere la titolarità giuridica e amministrativa del personale, senza che vi sia stata una reale assunzione piena di governance da parte del nuovo ente.
Questo scaricabarile istituzionale ha prodotto immobilismo decisionale, ritardi nelle sostituzioni e una gestione frammentata che si riflette direttamente sull'efficienza del servizio e, quindi, sulla sicurezza dei cittadini.
Risulta alquanto evidente che esiste una responsabilità precisa a livello di governance del sistema: si è costruito un modello organizzativo che oggi non funziona, e che sta scaricando le sue inefficienze sui lavoratori e sui cittadini», prosegue Cetina.
«È inaccettabile che un servizio essenziale venga lasciato in queste condizioni, mentre operatori già allo stremo sono costretti a lavorare in contesti sempre più critici, con carichi di lavoro insostenibili e con la consapevolezza di non poter garantire tempi di risposta adeguati.
Oggi non si parla più solo di disservizi, ma di un sistema che non è più in grado di garantire interventi tempestivi, con il rischio concreto che ritardi nei soccorsi possano tradursi in conseguenze irreversibili per la salute dei cittadini, e per la sicurezza degli operatori.
Il Nursing Up chiede interventi immediati, straordinari e non più rinviabili, a partire dall'attivazione urgente di procedure per la sostituzione del personale assente, dal rafforzamento degli organici e da una chiara assunzione di responsabilità rispetto a un modello che sta dimostrando tutte le sue criticità ed inefficienze.
In assenza di risposte concrete e tempestive, verranno attivate tutte le iniziative necessarie, anche sul piano legale e della mobilitazione pubblica, per tutelare i lavoratori e difendere il diritto dei cittadini a un servizio di emergenza degno di questo nome».