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07/10/2026 ore 09.21
Sanità

Emergenza Dialisi a Reggio, Aned riapre il caso del centro pubblico mai realizzato: «Accertare responsabilità e destino dei fondi stanziati»

Scaramozzino richiama il progetto da circa 1,35 milioni definito nel 2018 e sollecita un intervento del presidente Occhiuto e del Dipartimento Tutela della Salute

di Redazione

«Da decenni la storia di Aned in Italia e in Calabria si è contraddistinta con successo per segnalazioni e proposte agli organismi politici e sanitari onde migliorare la condizione dei malati di reni e loro familiari».

Così, in una nota, Pasquale Scaramozzino, Coordinatore Nazionale Prevenzione di Aned.

«Significativa al riguardo la battaglia portata avanti a favore di un nuovo centro dialisi pubblico in Reggio Calabria, concretizzatasi a settembre 2018 nella Prefettura di Reggio con la realizzazione di un progetto nei locali ex Enpas e con finanziamenti disposti per circa 1,350 milioni di euro dall’allora Commissario alla Sanità calabrese, ing. Massimo Scura.

Soluzione questa benedetta e approvata dal prefetto Michele Di Bari e da tutti i partecipanti al Tavolo tecnico, tra cui il sindaco della città.

Nonostante i tanti solleciti di Aned alle autorità reggine per un loro intervento a far decollare tale progetto, con enorme disappunto, riscontriamo la mancata realizzazione per cause a noi sconosciute e certamente per responsabilità gravi.

Alle autorità competenti chiediamo di accertare tali responsabilità, dove sono finiti i fondi stanziati nel 2018, chi o quanti siano i corresponsabili di tale scelleratezza e che solo grazie ai valorosi nefrologi e infermieri del Gom stanno tamponando il peggio. Ma fino a quando?

Chi è causa del suo male pianga se stesso: proverbio appropriato per i dirigenti del dormiente Dipartimento della Salute e per tutti i dirigenti politici o soggetti che poco o nulla hanno fatto, successivamente al 2018, per la realizzazione del centro pubblico.

Anche il presidente Occhiuto deve capire per una volta la necessità di intervenire sul Dipartimento Tutela della Salute e trovare la soluzione del problema anche per evitare la strumentalizzazione dei dializzati. A Reggio e altrove!».