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06/11/2026 ore 14.23
Sanità

Emergenza dialisi notturna, fumata grigia dopo il vertice all'Asp: Puntillo sollecita interventi immediati

Stamane il confronto tra i rappresentanti dei pazienti dializzati, la Fintred, il GOM e la Direzione Generale dell'ASP di Reggio Calabria. L'associazione respinge i tempi di 6-8 mesi previsti per le soluzioni strutturali e denuncia l'estenuazione dei malati e il cedimento degli operatori sanitari, in attesa di risposte concrete dal Dipartimento Tutela della Salute della Regione

di clab

Superato mezzogiorno i riflettori sulla drammatica situazione dei pazienti nefropatici costretti a sottoporsi a sedute di dialisi in orari notturni al Grande Ospedale Metropolitano si sono spostati all’interno della sede dell’Asp dove si è svolto l’incontro tra Francesco Puntillo, la vicepresidente Fintred Melina Caridi, il dottor Catalano per il Gom, e Maddalena Berardi Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale per pretendere risposte immediate.

Il quadro emerso dalle dichiarazioni di Puntillo a margine del tavolo descrive una situazione ancora in divenire senza concrete certezze a livello temporale.

Il confronto con la direttrice generale dell'Asp, viene definito come «molto articolato e a tratti acceso» dal presidente Fintred Puntillo. Al centro dello scontro ci sono i tempi di risoluzione di una crisi che mette a dura prova la dignità dei pazienti.

«Abbiamo molto insistito affinché la soluzione venga trovata nell'immediato e non aspettare 6-8 mesi per come potrebbe essere una risposta strutturale», ha dichiarato Puntillo. L'Asp, dal canto suo, ha mostrato segnali di apertura impegnandosi a cercare una via d'uscita urgente in sinergia con la Regione e il Dipartimento Tutela della Salute. Al momento, tuttavia, non ci sono ipotesi concrete sul tavolo né scadenze fissate: «Le ipotesi spettano all'Asp in accordo con la Regione. Non ci siamo aggiornati a nessuna data, aspettiamo fiduciosi... cercheranno di darci una risposta il prima possibile».

La “fretta” dei malati risiede nella totale insostenibilità dei turni attuali. Con l'inverno alle porte, infatti, la prospettiva di continuare con questo regime è considerata inaccettabile. «Non è assolutamente pensabile né umanamente né civilmente che dei malati, tutti quanti con legge 104, a volte anche ultranovantenni, debbano terminare la dialisi notturna all’una di notte. È una cosa assolutamente disumana», ha denunciato con forza Puntillo, sottolineando come la dottoressa Berardi si sia comunque «compenetratata nella condizione del malato» aprendo a uno spiraglio di dialogo.

Ma nel marasma dei pazienti dializzati emerge anche un altro dato allarmante che riguarda il collasso del personale sanitario del Gom, schiacciato dai ritmi dei turni di notte. Insomma se i pazienti sono allo stremo, chi deve curarli non sta meglio.

«Non sono solo i malati che cominciano a dare segnali di cedimento, anche i medici e gli infermieri - spiega Puntillo -. Alcuni si sono già arresi. Loro sono lavoratori che vengono retribuiti per un servizio, eppure si sono arresi e quindi è stato necessario richiamare rinforzi da Palmi, arriveranno rinforzi da Taurianova, insomma da tutti i presidi dell'Asp». Un lavoro, quello notturno in dialisi, che richiede lucidità e massima concentrazione, sottolinea ancora Puntillo, per via delle enormi responsabilità professionali, ma che sta diventando ingestibile per tutti.

Da qui il nuovo appello: «Se si sono arresi gli operatori sanitari immaginatevi i malati in quale condizione si trovano. Molti di loro oggi non sono qui perché hanno finito la dialisi all'una e non ce la fanno proprio ad alzarsi dal letto. Sono in condizioni che di giorno sopravvivono e di notte fanno dialisi, sono delle persone completamente frastornate, stordite da una situazione che gli è piovuto addosso e che ora le istituzioni devono assolutamente risolvere».