Laboratorio analisi di Taurianova, il Comitato contesta la gestione dei campioni biologici e formalizza un esposto-denuncia alle autorità
Gli attivisti guidati da Marisa Valensise chiedono attività ispettive in merito all'organizzazione del servizio di trasporto e processazione, su possibili profili di inefficienza organizzativa, diseconomicità gestionale e della qualità delle prestazioni sanitarie erogate: «Situazione fuori da ogni logica»
Il comitato a tutela della salute che rappresenta gli interessi collettivi della popolazione del territorio della Piana di Gioia Tauro ha formalizzato un esposto-denuncia concernente l'organizzazione del servizio di trasporto e processazione dei campioni biologici provenienti dal punto prelievi di Taurianova e su possibili profili di inefficienza organizzativa, diseconomicità gestionale e della qualità delle prestazioni sanitarie erogate. Gli attivisti hanno portato a conoscenza gli organi competenti su una situazione, a loro dire, di potenziale pericolo, al fine di richiedere accertamenti. I cittadini guidati da Marisa Valensise chiedono con fermezza un intervento urgente della Procura della Corte dei Conti, della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Procura della Repubblica di Palmi e del Prefetto di Reggio Calabria.
«La situazione del punto prelievi di Taurianova è ormai fuori da ogni logica sanitaria, organizzativa ed economica – afferma il Comitato-. I campioni ematici vengono fatti transitare in modo assurdo e ingiustificato tra Taurianova, Palmi, Reggio Calabria e infine Polistena, per poi ritornare di nuovo a Reggio Calabria e poi essere trasferiti a Taurianova, percorrendo decine di chilometri senza alcuna razionalità operativa. Un sistema che produce solo ritardi, inefficienze e sprechi evidenti».
Nella missiva inviata alle autorità si legge che «storicamente i campioni biologici prelevati presso il punto prelievi di Taurianova venivano conferiti direttamente al laboratorio analisi dell'ospedale “Santa Maria degli ungheresi” di Polistena, struttura territorialmente più prossima e funzionalmente deputata alla processazione degli esami di laboratorio. Tale aspetto appariva coerente con i principi di razionalità organizzativa, tempestività delle analisi e tutela dell'integrità dei campioni biologici».
Gli attivisti sostengono di aver chiesto chiarimenti e aver già portato tali problematiche all'attenzione della direzione generale dell'asp di Reggio Calabria, tuttavia a distanza di quasi un mese dalle prime segnalazioni la situazione risulta sostanzialmente immutata e hanno deciso di alzare il tiro e richiedere attività ispettive al fine di verificare i fatti rappresentati nonché la qualità, l'efficienza e l'adeguatezza del servizio di trasporto e della relativa programmazione, poiché a loro avviso si assiste: «a una programmazione illogica che impone un percorso inutile di circa 50 km che non solo peggiora la qualità del servizio, ma grava pesantemente anche sui costi pubblici senza alcun beneficio».