L’appello del dottore Alfonso Trimarchi: «La sanità non può fare a meno del sangue, prezioso e insostituibile. Venite e donarlo»
VIDEO | Il direttore dell’unità operativa complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale centro Trasfusionale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, ospite negli studi del Reggino.it della nuova puntata del format, illustra la centralità di questa risorsa che può solo essere donata
«Il centro trasfusionale è il fulcro dell’intera sanità. A esso adesso afferiscono praticamente tutte le attività dell’ospedale. L'80%, anzi forse anche il 90%, di tutte le attività sanitarie non possono fare a meno del sangue. Risorsa preziosa che non può essere riprodotta in laboratorio e che può sono essere donata».
Il direttore dell’unità operativa complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale centro Trasfusionale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, Alfonso Trimarchi, ospite negli studi del Reggino.it della nuova puntata di A Tu per Tu, sottolinea l’importanza della donazione di sangue, evidenziando quanto sia necessaria per il funzionamento della sanità. Non solo le emergenze ma anche i pazienti che quotidianamente necessitano di trasfusioni per mantenersi in “salute” e tanto altro.
«La nostra azienda ospedaliera copre l'intero territorio metropolitano. Purtroppo gli ospedali di Locri e Polistena spesso non riescono a dare seguito alle esigenze dei pazienti. Dobbiamo dare noi quelle risposte. Inoltre, noi abbiamo una azienda ospedaliera che ormai è un'eccellenza livello regionale e non solo. La nostra oncoematologia è un hub regionale e anche extra regionale. La nostra cardiochirurgia, secondo gli ultimi dati Agenas, è una delle migliori con un tasso di mortalità quasi vicino allo zero. E ancora la Microcitemia con tutti i pazienti talassemici, che ogni giorno riusciamo a mantenere e a sostenere, e che vivono grazie alle trasfusioni di sangue.
Oggi – spiega ancora il dottore Alfonso Trimarchi - grazie al sangue è possibile anche sperare nella cura delle malattie oncoematologiche che purtroppo sono in aumento. Senza il sangue esse non possono assolutamente senza essere curate.
E ancora i pazienti affetti da malattie oncoematologiche che subiscono un trapianto di midollo. Senza il sangue, il trapianto di midollo certamente fallirebbe. Spesso per la carenza di sangue, dovendo procedere per priorità, quali le emergenze e i pazienti talassemici, patiscono soprattutto gli anziani».
Salute, sicurezza e qualità
Sangue, risorsa essenziale ma anche una garanzia di salute e prevenzione per chi dona.
«Il sangue dev'essere sicuro e di qualità. Credo che il servizio trasfusionale sia il reparto, da un punto di vista medico-legale, maggiormente normato. Noi siamo sottoposti ad una legge che è veramente rigida e pedissequa perché ha come primo obiettivo la tutela del donatore e del paziente e la sicurezza del sangue prelevato e poi trasfuso. Prima di prelevare sono previsti degli step e anche prima di trasfondere una sacca al letto del malato, essa stessa subisce dai 15 ai 20 controlli, spesso con doppio o triplo operatore, proprio per prevenire qualsiasi errore.
Dal canto suo – spiega ancora il dottore Alfonso Trimarchi - il donatore di sangue oggi forse è la persona più controllata che ha maggiore possibilità di prevedere una malattia. Grazie alla donazione di sangue siamo stati capaci di prevedere alcune patologie tumorali che purtroppo continuano a essere in aumento. Dunque le nostre priorità sono la sicurezza e la qualità non la quantità né tantomeno interessi di altra natura, lo ribadiamo».
La gratuità della donazione
Se il sangue non può essere venduto ma può solo essere donato, ecco che essenziali diventano le associazioni dedite alla raccolta e presso le quali la cittadinanza può rivolgersi per donare in sicurezza il sangue poi destinato all’ospedale.
«Se riusciamo a dare risposte possiamo farlo solo grazie ai nostri donatori e grazie all'aiuto delle associazioni di volontariato come Avis, Fidas, Adspem, i Donatori nati della Polizia di Stato. Un ringraziamento particolare va alla Scuola Allievi Carabinieri. Credo che la città debba renderle omaggio. Ultimamente le raccolte presso di essa hanno sostenuto la nostra attività messa a rischio da periodi particolarmente difficili, come la scorsa estate e l'inizio di quest'anno. Gli allievi, con le loro ottocento sacche donate in un anno, hanno permesso all'ospedale di dare più speranza ai pazienti.
Ma è la cittadinanza che deve essere consapevole di quanto il suo contributo in questo senso sia fondamentale e debba crescere. Il nostro appello alla donazione è dunque costante. È possibile donare presso il plesso Morelli o presso l’Unità di raccolta dell’Avis comunale di Reggio a Piazza Garibaldi, In provincia vi sono altre unità di raccolta. Basta consultare il sito e i canali social dell’Avis provinciale».
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Appelli incessanti quelli rivolti dall’ospedale e dalle associazioni dedite alla raccolta. E tuttavia ancora oggi i donatori sono davvero una percentuale minima.
«La percentuale nazionale dei donatori in Italia è pari a circa il 2%. In Calabria siamo all'1,8%. In provincia di Reggio siamo intorno all'1,2%. Siamo gli ultimi. Questo deve fare riflettere su quanto si potrebbe fare di più, garantendo maggiore tranquillità ai pazienti in attesa di trasfusione, se quella percentuale, che già così bassa sostiene una sanità in un territorio fragile e problematico come il nostro, crescesse. Dovremmo veramente stendere dei tappeti rossi per i nostri donatori di sangue, senza i quali veramente la sanità nel nostro territorio non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivere. È davvero importante che la cittadinanza sia coinvolta, consapevole e cosciente e di conseguenza responsabile rispetto a questo», ha concluso il direttore dell’unità operativa complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale centro Trasfusionale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, Alfonso Trimarchi.