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29/07/2026 ore 06.30
Sanità

Caso legionella a Reggio, parla l'esperto: «Nessun contagio tra persone, il pericolo è nell'acqua nebulizzata»

La chiusura dell'hotel riaccende l'attenzione sulla legionella. Davide Busico, Legionella Expert di Initial Italia, spiega come avviene il contagio, quali sono i rischi reali e come vengono messi in sicurezza gli impianti contaminati.

di Aldea Bellantonio

Dopo la chiusura di un albergo del centro di Reggio Calabria per la presenza di Legionella, cresce l'attenzione su un batterio spesso poco conosciuto ma che, in determinate condizioni, può rappresentare un serio rischio per la salute. A spiegare cosa sia la legionella, come si trasmetta e quali siano le procedure previste dopo un caso di contaminazione è Davide Busico, Legionella Expert di Initial Italia.

«La legionella è sempre presente in natura»

«La legionella è un batterio ubiquitario, cioè naturalmente presente nell'acqua, sia nelle falde sotterranee sia nelle acque superficiali come fiumi e laghi», spiega Busico. «In natura non rappresenta un pericolo per l'uomo, perché non trova le condizioni ideali per moltiplicarsi. Il problema nasce quando quell'acqua viene portata all'interno degli impianti idrici degli edifici: qui, soprattutto con l'aumento della temperatura, il batterio può proliferare in modo importante».

È quello che gli esperti definiscono il processo di antropizzazione dell'acqua: l'intervento umano modifica l'equilibrio naturale e crea un ambiente favorevole alla crescita del microrganismo.

Come avviene il contagio

Uno degli aspetti più importanti riguarda le modalità di trasmissione. «La legionella non si contrae bevendo l'acqua contaminata», chiarisce Busico. «Il contagio avviene esclusivamente attraverso l'inalazione di minuscole goccioline d'acqua, un aerosol contaminato. L'esempio più classico è la doccia: l'acqua calda viene nebulizzata e le microgocce possono essere respirate».

Il batterio può provocare due diverse forme cliniche. «La più lieve è la cosiddetta febbre di Pontiac, che si risolve spontaneamente nell'arco di tre o quattro giorni. La forma più grave è invece la malattia del legionario, una polmonite che in Europa presenta una mortalità del 12,5%».

Nessun contagio tra persone

L'esperto sgombra il campo anche da uno dei dubbi più frequenti. «Non è mai stata dimostrata una trasmissione da uomo a uomo. Una persona malata di legionellosi non rappresenta un rischio per chi le sta vicino, anche se tossisce. La fonte dell'infezione è sempre ambientale». Per questo motivo, in caso di più persone contagiate nella stessa struttura ricettiva, il collegamento va ricercato negli impianti dell'edificio.

Docce, condizionatori e piscine: dove si nasconde il rischio

Le fonti di contaminazione sono tutti gli impianti che possono generare aerosol. «La doccia è il caso più evidente, ma anche gli impianti di climatizzazione e umidificazione possono rappresentare un rischio quando al loro interno è presente acqua che può contaminarsi e trasformarsi in aerosol». Anche le piscine e altri impianti idrici rientrano tra quelli da monitorare, soprattutto nelle strutture turistico-ricettive.

Bonifica: «La sanificazione richiede un giorno, ma le analisi possono allungare i tempi»

Nel caso dell'albergo chiuso a Reggio Calabria, molto dipenderà dalle prescrizioni contenute nell'ordinanza. «Quando i livelli di legionella superano le soglie previste dalle linee guida nazionali è obbligatorio effettuare una sanificazione affidata ad aziende specializzate. L'intervento dura generalmente tra le 12 e le 24 ore».

Ma questo potrebbe non bastare. «Se l'ordinanza prevede la riapertura soltanto dopo un riscontro analitico negativo, sarà necessario effettuare nuovi campionamenti e attendere gli esiti del laboratorio. Per le analisi della legionella servono normalmente tra i dieci e i quindici giorni».

La prevenzione

Secondo Busico, la prevenzione resta l'arma principale. «Le linee guida nazionali prevedono la redazione di un documento di valutazione del rischio legionellosi che individua tutti gli impianti potenzialmente critici e stabilisce le attività di manutenzione necessarie».

Tra queste figurano la pulizia periodica dei rompigetto dei rubinetti, la sanificazione dei serbatoi di accumulo e la manutenzione degli impianti. Anche nelle abitazioni private è possibile adottare alcune semplici precauzioni.

«È importante pulire periodicamente i filtri dei rubinetti, evitare ristagni facendo scorrere l'acqua nei punti utilizzati raramente e, prima dell'estate, effettuare la pulizia dei filtri dei condizionatori. Nel caso dei normali climatizzatori domestici il rischio legionella è molto basso, ma una corretta manutenzione riduce comunque la presenza di altri microrganismi».

«I casi sono in aumento, ma perché oggi la cerchiamo di più»

Sul fronte epidemiologico, Busico invita a leggere correttamente i dati. «La legionella è presente su tutto il territorio nazionale. I casi registrati sono aumentati negli ultimi anni, ma questo dipende anche dal fatto che oggi viene ricercata molto più di prima. Maggiore è l'attenzione da parte delle strutture sanitarie e degli enti di controllo, maggiore è la capacità di individuare i casi e intervenire tempestivamente sulle fonti di contaminazione».