Sezioni
29/07/2026 ore 14.00
Sanità

Legionellosi, Tripepi (Cnr): «Si annida in acque stagnanti e si trasmette per inalazione. Nessun allarme ma la giusta prevenzione»

Il dirigente reggino della sede reggina del Centro nazionale Ricerche spiega che la presenza del batterio della Legionella, riscontrata da Arpacal in un albergo chiuso con ordinanza del sindaco di Reggio, non deve generare allarme ma rendere più consapevoli sull'importanza delle manutenzione di impianti di climatizzazione e condotte idriche

di Anna Foti

Nessun allarme ma l'occasione per essere informati sui rischi per la salute legati , specie d'estate , alla carenza di manutenzione degli impianti di climatizzazione , soprattutto negli alberghi e nelle case non abitualmente abitate, e delle condotte idriche.

La Legionellosi è un'infezione batterica che non si trasmette da uomo a uomo e che ha un bassissimo tasso di mortalità che può aumentare senza i dovuti interventi di prevenzione .

Il batterio della Legionella muore con le alte temperature di 50-60 gradi , ma al di sotto di queste prolifera . Dunque la stagione estiva favorisce la sua presenza nei laghi, nei fiumi, nelle falde e dove l'acqua ristagna , per esempio negli impianti di climatizzazione oppure nelle condotte idriche non correttamente manutenuti .

«Sicuramente un albergo, per il fatto di essere frequentato da più persone, può rappresentare, più facilmente che una casa, un focolaio sul quale deve restare puntata l'attenzione della sanità pubblica . Ma anche per gli ambienti domestici resta la raccomandazione di pulire i filtri dei climatizzatori o di lasciare un po' di scorrere l'acqua dei rubinetti delle custodie rimasta a lungo chiuse. Specie in periodi caldi come quelli che stiamo vivendo », spiega Giovanni Luigi Tripepi, dirigente di ricerca del Cnr di Reggio Calabria, intervenendo sulla presenza del batterio della Legionella riscontrato da Arpacal in un albergo reggino chiuso nei giorni scorsi con ordinanza del sindaco Francesco Cannizzaro.

«Il sindaco di Reggio ha fatto quanto andava fatto quando c'è un focolaio di infezione . La prima cosa è mettere in sicurezza la struttura avviando le procedure di bonifica che consistono generalmente in uno shock termico e in uno shock chimico. Lo shock termico consiste nel portare le condotte a una certa temperatura per uccidere il batterio e lo shock chimico generalmente consiste in una clorazione massiccia. Non è il caso di destare allarmi ma suggerirei un'indagine un pò più allargata anche ad altre strutture con dei campionamenti mirati per verificare se questo problema è limitato a una singola struttura o può interessare strutture limitrofe o altre insistenti sul territorio del Comune».

Il dirigente del Cnr Giuseppe Tripepi si è poi soffermato sui rischi per la salute umana derivanti da questo batterio.

«È il caso da sottolineare, preliminarmente, che questa infezione non si trasmette da persona a persona, neppure bevendo nello stesso bicchiere o mangiando nello stesso piatto . Il batterio si annida nelle condutture idriche o negli impianti di climatizzazione non manutenuti, contaminandoli . Dunque se per esempio ci si fa la doccia in un hotel che non ha eseguito le dovute manutenzioni, creandosi all'interno della doccia l'effetto aerosol e trasmettendosi questa infezione per sola inalazione, quella persona è certamente esposta a contrarre l'infezione, che tuttavia non può essere dalla stessa trasmessa ad altri.
Se volessimo fare un confronto con il Covid, il R0 , che è il numero di infezioni che un singolo caso può misurare, era circa di quattro e vuol dire che il Covid, vuol dire che una persona ne infetta 4. Il C0 della legionellosi è zero perché non esiste alcuna possibilità di trasmissione da persona a persona.

I sintomi sono difficoltà respiratorie per la riduzione della saturazione dell'ossigeno in primis. Sintomi che possono confondersi con una comune influenza . Se si sa, dunque, di aver fatto di recente una doccia per esempio una casa di campagna che era rimasta chiusa a lungo, lo si segnala al medico per i dovuti a certamente ma senza particolare allarme. La preoccupazione e la giusta attenzione a questi aspetti », sottolinea il dirigente del Cnr reggino, Giuseppe Tripepi che poi specifica le modalità di manifestazione e tranquillizza puntando sulla prevenzione.

«La legionellosi si presenta in due forme : la più severa è la malattia dei legionari caratterizzata da una polmonite acuta che richiede il ricovero ospedaliero;
la forma meno grave che si manifesta con la febbre di Pontiac che tende a risolversi spontaneamente. Il periodo di incubazione è di 5-6 giorni per la forma più grave mente per la malattia di Pontiac il tempo è più breve, compreso tra le 48 e le 72 ore.

Sul fronte dell'incidenza , la legionellosi conta circa 75-80 casi ogni milione di abitanti. In Calabria siamo circa 2milioni di abitanti quindi ci possiamo aspettare circa 150 casi. Ipotesi rispetto alla quale la mortalità, con la giusta prevenzione, è assolutamente rara », conclude il dirigente Giovanni Luigi Tripepi del Centro Nazionale Ricerche con sede al Gom di Reggio Calabria.