Sezioni
03/08/2026 ore 11.30
Sanità

Locride, oltre 600 firme raccolte per salvare i consultori familiari

Cittadini e associazioni si mobilitano contro lo svuotamento dei servizi di prossimità: inviata una istanza all'Asp di Reggio Calabria per il ripristino delle équipe multidisciplinari e dei presidi territoriali

di Ilario Balì

La Locride non ci sta a veder smantellato, pezzo dopo pezzo, il proprio sistema di assistenza sanitaria territoriale. In poco più di una settimana, una petizione popolare lanciata sulla piattaforma Change.org ha già raccolto oltre 600 adesioni, segno di un malessere profondo ma anche di una forte volontà di riscatto da parte della comunità locale.

L’iniziativa, promossa da Mariachiara Zucco, si rivolge direttamente ai vertici dell’Asp di Reggio Calabria e ai sindaci del territorio, chiedendo un cambio di rotta immediato. Al centro della protesta c’è il «progressivo impoverimento» della rete dei consultori familiari, che negli anni avrebbero subito uno svuotamento di funzioni e una drastica riduzione del personale specializzato.

«I consultori sono stati allontanati dal loro spirito originario sancito dalla Legge 405/1975», denunciano i promotori. Quello che dovrebbe essere un presidio pubblico di prossimità, ad accesso libero e gratuito, si è trasformato per molti in un servizio difficilmente raggiungibile, colpendo in particolare le fasce più fragili: donne, adolescenti e persone in condizioni di vulnerabilità sociale.

Il documento non si limita alla protesta, ma mette sul tavolo punti ben precisi: garantire almeno un consultorio ogni 20.000 abitanti, come previsto dalla normativa; dotare le strutture di équipe multidisciplinari complete e stabili; salvaguardare i presidi territoriali già esistenti e agibili, evitando che i servizi vengano "inghiottiti" dalle Case di Comunità solo per logiche burocratiche; promuovere la mediazione culturale per le persone migranti e avviare programmi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

La mobilitazione punta ora a raggiungere il traguardo delle 1.000 firme per dare ancora più peso politico alle richieste di fronte alle istituzioni. Per i cittadini della Locride, il rilancio dei consultori non è solo una questione di servizi sanitari, ma un atto di autodeterminazione e un diritto fondamentale alla salute pubblica che non può più essere ignorato.