Ospedale di Locri, mancano gli anestesisti: saltano gli interventi in Ortopedia
Situazione al limite anche al Pronto Soccorso. L’ira di Mammoliti: «È interruzione di pubblico servizio»
Mancano gli anestesisti e saltano gli interventi chirurgici di ortopedia. E ciò che avviene nell'ospedale Spoke di Locri, unico presidio ospedaliero del comprensorio della Locride.
La segnalazione arriva dai parenti di alcuni degenti, ricoverati per la rottura di un femore che necessitano di intervento d’urgenza. La causa del blocco, che sta creando allarme tra i cittadini che vedono allungarsi i tempi degli interventi, è legata alla cronica carenza di sanitari ed in particolare in questo periodo di medici anestesisti.
Nell'ospedale che dovrebbe servire un bacino di circa 120 mila abitanti, a quanto si apprende a tre anestesisti con contratto a gettone non sarebbe stato rinnovato l’incarico. Così i medici ortopedisti, nonostante la loro disponibilità, non possono operare a causa dell’assenza dell’assistenza anestesiologica.
Una situazione al limite sulla quale sta montando la protesta dei cittadini che sono costretti a cercare soluzioni alternative anche fuori dalla Calabria. L’allarme è stato lanciato dal presidente del tribunale per i diritti del malato e del cittadino Pino Mammoliti. «Se questi pazienti non vengono operati entro 48 ore rischiano di morire – ha tuonato il penalista locrese – è interruzione di pubblico servizio. Abbiamo bisogno di personale medico e di risposte serie e immediate. Non possiamo rassegnarci. La vita dei cittadini non può essere messa repentaglio».
La situazione è tutt’altro che migliore rispetto a qualche giorno fa al Pronto Soccorso, dove attualmente ci sono circa 40 persone, alcune ferme nelle ambulanze, in attesa di essere ricoverate a causa della mancanza di posti letto.
Da consigliere comunale di minoranza anche Eliseo Sorbara sollecita i vertici aziendali ad intervenire con urgenza, evitando disagi all'utenza ed al personale. «Speriamo che tutto si risolva al più presto – ha detto – faccio un appello anche al Presidente del Consiglio Regionale Cirillo, assessori e consiglieri, affinché intervengano verso l'Asp di Reggio Calabria per fare ripristinare nell'immediatezza questa problematica sanitaria di primaria importanza, onde evitare rischi per la salute pubblica».